Les neiges d'antan

scritto da oissela
Scritto 7 anni fa • Pubblicato 7 anni fa • Revisionato 7 anni fa
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Autore del testo oissela

Testo: Les neiges d'antan
di oissela

LE NEVI DI UNA VOLTA


Bordi della Senna...soliti suonatori di colore.
Suoni tristi in un crescendo di melodia briosa.
Jazz.
Parigi si crogiolava e si crogiola nel suo fascino.

I “Sans Papiers” pulivano e ripulivano la città.
Si dissolvono sempre alle prime luci dell’alba.
Non avevano il diritto di calpestare le foglie morte.
Nell’aria le note del Passerotto.
La sua voce aveva commosso e dato speranza anche a chi non la conosceva..
I Francesi e non solo, l’ameranno per sempre.

Con Monique, si stava bene.
Amava il sole Lei, ed Io le stelle.
Venti anni di età e l'amore per le cose belle.
Vian, Brassens, Mouloudji e Brel, i nostri idoli.
Le jeune Mendiant...pennellate di civiltà e d'emozioni.
“Le Voyage”...impresso nel nostro sapere.
.
Dall’alto della Tour ammiravamo l’intricato panorama di tegole selvagge.
Tegole tese a soffocare la libertà della Canaglia Parigina.
Canaglia che, durante la Rivoluzione, aveva dato il suo sangue.
Massimiliano aveva dato tutto per un sogno.
Nella cesta...anche la sua testa.
Les Tricoteuses ricamavano la lana.

Hugo, Balzac, Sue, Céline ed altri, pennellavano istantanee che non si dissolveranno.
Ogni angolo visualizzato, uno squarcio d'immortale poesia.
Con tante chiese, la primavera nasceva sempre contenta.

Père Lachaise non è cimitero e nemmeno luogo di memoria.
È posto d’incontro, dove gli appuntamenti sono assai importanti.
E’ noto ai più, dopo l’approdo di Jim Morrison.
Qui si possono scambiare quattro chiacchiere con Chopin, Modigliani, Wilde,
Abelardo, Eloisa, Bizet, Champollion, Delacroix e tanti altri...cui siamo debitori.
Prima di rientrare al paesello, mi fermai una settimana in Val d’Isère.

Il paesello mi stava stretto e me ne andai alla masseria.
Mi piaceva ascoltare le storie vere e in questo mia madre era una vera artista.
“Alè, te l’ho raccontato di quella volta che i Tedeschi volevano …”
“Non lo ricordo bene, ma', ripetimelo per favore”.
La Colf aveva sempre una buona ragione per allontanarsi.
Ritornava, quando nell’aria...l’odore del caffè la faceva da padrone.

Quindici anni dopo.
Guidai un gruppo di ragazzi e genitori in un gemellaggio con una cittadina francese.
Alla stazione di Chambery, incontrammo il Comitato di accoglienza.
Croissants ancora fumanti e thermos di caffè e latte non andarono sprecati.
Anzi!
Una bella signora, ben costruita e sorridente, mi gettò le braccia al collo.
Monique aveva fatto carriera ed era il sindaco della città francese gemellata.
L’abbracciai.
Cos’altro potevo fare?

NdA: Le Printemps est né content / loué soit le Dieu vivant … appartiene a Fort

Les neiges d'antan testo di oissela
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