Solitarie colazioni

scritto da Sheila Spaxtre
Scritto 4 anni fa • Pubblicato 4 anni fa • Revisionato 4 anni fa
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Autore del testo Sheila Spaxtre

Testo: Solitarie colazioni
di Sheila Spaxtre

Lacrime asciutte le mie,
non si riescono più a bagnare,
agli angoli degli occhi sabbia,
il prezzo dell’imposizione
di castrare il dolore
vestendosi di mille ruoli,
panno lavato e torto a mano
non restano che pieghe
di un sentimento sbrindellato
già nato prosciugato.
Scudo che era filtro di salvezza
adesso è umana corazza amara,
ti prego pugnalami alla pancia,
fammi dissanguare dal tripode,
questi pensieri sicuri e nascosti
mi parlano col tempo del fu ;
lo ricordo bene,
sapevo piangere a fiumi
e scorrevano lente le mie tristezze,
avevano una dimensione,
ora tutto è arido sul viso
delle mie altere chiusure strette,
seppur mi proteggono dagli altrui effluvi
rivoglio getto vulnerabile che sa aprirsi.

Non ho niente da perdere,
solo questa vita,
non voglio difendermi,
la distanza di un ponte di pietra
allontana i minacciosi predoni,
rubatemi presto ogni cosa,
non credo nelle solitarie colazioni.

Solitarie colazioni testo di Sheila Spaxtre
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