Contenuti per adulti
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Dalle gole scalcianti dei campanili
scocca l'ora e affonda.
Nevica un gorgo di nero
su strade che abbaglia la ronda dei fanali.
Trasudano i muri degli ospedali
pace notturna come siero.
Gli schermi delle vetrine attraggono
a quel variare di specchi falene
in nugoli inermi, con braccia e gambe.
Odori fatti lame
nel vento ottuso, per sanguinanti vittime.
Sui tremuli fili si frastornano
palloni enormi le teste.
Chi cerca che cosa
nel mareggiare a corpo morto
di tanta accecata materia?
Ai guinzagli di che sensi s'avventa
nel folto di grida, lacrime vili,
risate dure e sudori
tra barbagli la miseria?
Perchè vertiginosi sono i cornicioni
facce insonni di paura?
Con quale deforme mano
l'angoscia stringe cuori motori pistole?
Ma il buio abbassa la saracinesca:
sotto la pelle della festa è al riparo
ogni commercio o abuso.
Scroscia il silenzio, striscia incontro ai passanti,
rimbomba nei cervelli allo sbando.
Franano canzonette nei tombini,
muoiono luci e sogni di bambini.
Inoculando il gelo delle stelle
tra storie e pattume a cumuli,
miraggi in un deserto di bitume,
solo per contarsi - speso estorto rubato -
plurimo e uno resta il piovresco denaro.