Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Sei arrivato nel mio campo senza fare rumore
Come fanno i fiori di campo: non chiedono di essere guardati, non competono con il cielo, non imparano a essere rose per sentirsi abbastanza.
Tu sei rimasto fiordaliso
E io ti ho riconosciuto prima ancora di impararne il nome.
Ho visto il blu che non aveva bisogno di gridare,
la delicatezza nascosta tra petali che sembravano semplici
e invece custodivano una profondità che pochi si fermano a vedere.
Mi hai detto che avevi paura che nessuno avrebbe mai scoperto chi fossi davvero.
Allora lascia che ti dica una cosa:
essere il fiore più visto non è sempre una fortuna.
Il più bello agli occhi di tutti viene strappato per primo, portato via dal suo prato,
ammirato per un istante e poi dimenticato quando smette di fiorire.
Tu no.
Tu sei rimasto dove cresce la vita.
E forse è per questo che ho potuto trovarti.
Io sono una margherita.
Non perfetta, non straordinaria,
solo ostinata abbastanza da continuare a fiori anche dopo gli inverni.
E la cosa che amo di più di noi è che nessuno dei due deve cambiare forma
per stare accanto all’altro.
Tu non devi diventare una rosa.
Io non devo imparare ad essere un giglio.
Possiamo semplicemente fare quello che i fiori di campo sanno fare da sempre:
crescere vicini.
Lasciare che il vento ci racconti le stagioni,
che la pioggia ci insegni la pazienza,
che il sole ci trovi ancora lì.
E se un giorno qualcuno dovesse chiedermi
dove ho imparato che l’amore non è possedere
ma fiorire insieme,
indicherò un prato.
Con una margherita e un fiordaliso,
uno accanto all’altro.
Senza essere mai stati recisi.