Il mio compleanno

scritto da ilmulinodelpascolo
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Il mulino del pascolo
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Testo: Il mio compleanno
di ilmulinodelpascolo

Domani è il mio compleanno ! Non è detto che chi ti cambia la vita debba poi condividerla con te ..
Di gente ne ho incontrata sulla strada che mi ha portato fin qui... Come un hobo ho vissuto il mio viaggio fatto di partenze e di arrivi, di scelte e di rinuncie,di treni presi e persi, di tanti lavori imparati fatti e poi lasciati abbracciandone di nuovi e davvero alcune volte così diversi fra loro da non poterci credere di averli svolti sul serio .
Le occasioni come alcuni momenti critici qualche volta anche improvvisamente si sono presentati lungo il percorso e inevitabilmente hanno finito per cambiare me, ma anche il mio viaggio .
Qualche volta mi è riuscito di fare in modo di interpretarli al meglio e vivendoli di percepire come il vento fosse girato dietro alle mie spalle, a mio favore, per spingermi oltre, altre volte invece proprio no ,
Ci sono stati momenti in cui ho pensato di avere tutto e altri in cui ho sentito come se quel tutto lo avessi perso .
Oggi non tanto lontano da qui un’altro treno sta ancora passando . Magari un treno come quei treni merci, uno di quelli che si vedono in certi film americani, lento e scuro come un vecchio blues che nessuno conosce o sa da dove viene! Uno di quelli che non finisce mai... Forse se provo a pensarci bene potrei ancora credere che quel treno possa andare lontano lontano, verso qualcosa di nuovo, un posto dove il bello deve ancora venire. Qualcosa che valga la pena di vedere e di conoscere. Penso forse che sarebbe ancora bello provare a salirci.
Ecco su uno di quelli forse ancora potrei trovare la forza e la voglia di saltarci sopra e vedere un po’ come va a finire.
Da ragazzo, anche i miei sogni come quelli di tutti erano tanti . Mi ricordo come a innescarli fra le tante cose spesso fossero i lunghi tramonti rossi di fine estate.
In particolare ricordo uno di questi!
Non so perché, ma quello mi fece sentire come folgorato alla fine di un Agosto dell”84 mentre insieme ad altri uomini fra i quali c’era mio padre si usciva in barca in mare per una lunga notte di pesca.
Dalla barca guardavo l’orizzonte mentre gli uomini calavano i palamiti dalla barca sistemando le esche sugli ami.
Il sole sembrava intingersi nel mare quasi nero come un biscotto la mattina in una tazza di caffè.
io sentivo di voler essere di più di quello che ero in quel momento, volevo diventare un uomo come quelli che avevo davanti, ma sapevo che il mio viaggio era soltanto da poco iniziato e sapevo che quello era solo un momento.
Allora lo accettavo, così, come si accetta qualcosa che comunque sai che cambierà. Così facendo però cercavo di imprimere nella mia memoria ogni particolare di quel momento. Ricordo il vigore fisico e il sorriso di mio padre che mentre fumava rideva e scherzava con tutti, l’odore del mare misto a quello delle esche fresche , la salsedine che rendeva la pelle quasi appiccicosa e il lento e tambureggiante rumore del motore che con costanza spingeva la chiglia a frangere l’onda liberando nel vento della sera il sapore del salmastro e
l’ umido silenzio della quiete .
Ricordo colui che chiamavamo il comandante che quando si fece buio mi si avvicinò per mostrarmi nel cielo il grande carro, la stella polare e Cassiopea . Ancora oggi le guardo ogni notte d’estate e mi ritorna in mente quella notte .
Il comandante era un uomo buono e il suo lavoro era davvero fare il comandante su una di quelle enormi petroliere in giro per il mondo. Lui e mio padre erano grandi amici.
Ecco, io fantasticavo di essere come lui oppure come mio padre, insomma qualcuno che per esempio poteva uscire una notte in barca a pescare e fumando guardare le stelle. Qualcuno con la forza e la capacità di unire al proprio vissuto qualcosa di poetico.
Domani è il mio compleanno.
Tante cose sono passate di qui e altre ne passeranno.
Sento ancora il rumore dei treni che stanno passando e sono convinto che li sentirò finché avrò vita... finché avrò forza.
Guardo ancora i tramonti e appena posso, guardo allo stesso modo le stesse stelle di allora.
Mio padre o quel che resta di lui ogni giorno ha ancora un sorriso anche per me .
Non so se ho fatto tutto quello che sognavo da ragazzo, ma la strada non è ancora finita e la poesia per viverla è ancora con me.


Il mio compleanno testo di ilmulinodelpascolo
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