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BRASILE
IL Brasile è una terra ricca quanto non mai, dalla gomma alle risorse minerarie ed in ultimo nel Nord-este si scoprono nuovi giacimenti di petrolio.
La sua industria è avanzata, grazie alla de-localizzazione delle multinazionali, auto e perfino moderni aerei da caccia per non dire dell’industria aerospaziale ed elettronica, vi hanno fabbriche e poli di ricerca tecnologica.
Il patrimonio zootecnico è poderoso, il numero di bovini è secondo solo all’India (dove si sa non costituisce una risorsa).
È l’ottava potenza industriale del mondo, ma è anche il paese col più alto debito estero pur con la bilancia del commercio estero in perenne attivo,quest’ultimo fatto a causa delle ruberie e degli sprechi per gli armamenti fatti dalle giunte militari che fino al ’70 hanno retto delle dittature e poi hanno pesantemente condizionato la vita politica.
A causa dei condizionamenti del fondo monetario internazionale, che impone politiche neoliberiste, e condizioni capestro per il rifinanziamento del debito estero, è difficile dire se il Brasile tirerà mai la testa “fuori dal sacco”.
Questo in fondo non riguarda la ricca borghesia di San Paolo e di Rio, che si spartisce l’ottanta per cento delle ricchezze pur costituendo meno del 20% della popolazione, le due megalopoli del paese, ma certamente preme a quel 40% della popolazione che è al di sotto della soglia di povertà.
Lucio Costa ed Oscar Niemeyer , con la supervisione di Le Corbusier, hanno progettato e diretto i lavori di Brasilia, la nuova capitale, una città di fondazione, posta all’incrocio delle grandi vie di comunicazione esistenti e previste per lo sfruttamento delle risorse del Brasile.
In particolare le immense risorse dell’Amazzonia, sulla quale da tempo hanno messo l’occhio le grandi multinazionali statunitensi, la buona metà delle risorse boschive e naturalistiche del pianeta, il più grande bacino fluviale e si può ben dire il polmone della terra.
Brasilia poi è diventata come una di quelle piazze vuote di De Chirico, a parte lo stile, quanto a desolazione; infatti chi vi si reca a lavorare proviene da insediamenti a non meno di cinquanta km di distanza.
A Sao Paolo e a Rio, in televisione vi fanno vedere il quartiere degli affari, la città coloniale o la spiaggia di Copacabana coi suoi immensi alberghi per ricchi, ma non vedrete mai sui media della classe dominante quello che c’è tutto attorno, le baraccopoli ovvero le favelas dove la gente vive a livello di sussistenza, da dove provengono i meninos de rua, bande di ragazzini affamati che a volte borseggiano un turista il più delle volte passano il tempo a respirare la droga dei poveri, i vapori della colla sintetica, per istupidirsi e non sentire la fame.
Va da sé che le forze dell’ordine pubbliche o private(gli squadroni della morte) non fa differenza, a cadenza periodica organizzano una “pulizia” e sparano in testa a tutti i meninos che trovano.
Il carnevale di Rio, i sambodromi, il mito dei campioni della pelota, i grandi stadi , sono le droghe per tener buona la restante popolazione.
Tutto saudade, come dicono là.
In una situazione come questa, chi ce la fa s’arrangia, in ogni modo.
Così non sembrò vero ad Ignatio do Santos , ragazzino di 13 anni, noto “Belo”, che si aggirava cercando qualche pollo da borseggiare e non mangiava da due giorni, che ad un certo punto un macchinone di lusso si fermasse ed un vecchio grassone bavoso, col cappellone da yankee , lo invitasse a salire con la promessa di un pasto.
Lo seguì in uno dei migliori alberghi di Rio, e potè mangiare a sazietà, mentre l’uomo lo guardava sornione, evidentemente con altri appetiti.
Dopo un pranzo così ti ci vuole un riposo- disse l’uomo- e lo invitò a infilarsi nel letto per farsi una bella dormita.
Belo non aveva potuto studiare, ma scemo non era, così si portò sotto le coperte un massiccio posacenere d’onice.
Come il vecchio gli mise le mani addosso, il ragazzo gli vibrò un colpo poderoso in fronte e non fu l’onice a spaccarsi.
Temendo che potesse arrivare qualcuno, sveltamente si guardò in giro per arraffare qualcosa….miracolo , la cassaforte della suite era aperta e dentro una borsa piena di biglietti da cento dollari.
Per non dare nell’occhio li trasferì in una busta di plastica e si sfilò fuori dall’albergo.
Un uomo era morto, ma per così dire, un uomo era nato.
Infatti , con quei soldi, Belo potè dare una casa alla sua famiglia, e fare quello che aveva sempre desiderato: studiare.
Lo ritroviamo, quindici anni dopo, che è un avvocato di successo.
Ma non ha dimenticato i compagni delle favelas, infatti da un certo punto della carriera diventa difensore di sindacalisti, di sem terras che hanno occupato latifondi, di indios a rischio di estinzione, ambientalisti, comunisti, povera gente e amici della povera gente.
E vince, vince tutte le cause, fra un attentato e l’altro, perché le guardie private dei borghesi avevano l’ordine di farlo fuori.
E così, con un culo sfacciato, è senza un graffio o una cicatrice quando viene cooptato nella dirigenza del partito operaio.
In breve gli viene assegnato un collegio “blindato”, raccoglie voti a mani basse e viene eletto parlamentare dello stato federale.
Pochi anni dopo è vicepresidente del partito e presidente del coordinamento internazionale del movimento antiglobalizzazione.
Così è naturale per lo schieramento di sinistra, proporlo come candidato alle presidenziali.
NON PIU’POVERTA’- LA TERRA A CHI LA LAVORA-GIU’ LE MANI DALL’AMAZZONIA-sembrano semplici slogans, ma i brasiliani sanno che è sincero.
Quest’uomo è benedetto dal signore, non conosce ostacoli:PRESIDENTE!!!!col 61% di consenso popolare e la maggioranza in parlamento!
Molta gente che non l’ha mai ballata, ballerà la samba….vai con la riforma agraria, e una è fatta….la destra può abbaiare alla luna…
Nel contempo aumento di stipendio ai militari e alla polizia e cambio dei vertici, che non si sa mai…
Massiccio intervento di edilizia popolare…sparite le favelas…un’altra è fatta!!!
Commissione d’inchiesta sui crimini dei vertici militari e dei governi compiacenti e corrotti….ricontrattazione del debito estero.
Salario minimo garantito, assegno di disoccupazione, istruzione garantita, adesione al protocollo di Kyoto, parco nazionale nel bacino dell’Amazzonia, nazionalizzazione delle industrie strategiche, welfare-state, potenziamento del sistema sanitario federale….e così via.
Consenso alle stelle, ha rivoltato il paese come un calzino.
D’inverno, al buio, in un albergo di Copacabana, presenti , l’ambasciatore americano, il capo della C.I.A., il presidente dell’associazione industriali, il comandante in capo dell’esercito, il segretario della conferenza episcopale del Brasile, un certo numero di latifondisti, il comandante della polizia e rappresentanti dei partiti di destra sono in riunione.
L’ordine del giorno:ESTIRPAZIONE DEL COMUNISMO DAL SACRO SUOLO BRASILIANO.
Verbalizza il segretario del movimento nazista clandestino , deliberato finale dell’assemblea: sia dato incarico al miglior killer sulla piazza internazionale di eliminare lo sporco rosso.
Dopo un mese esatto Belo precipita col suo aereo presidenziale.
Si diffonde la voce che sia stato un sabotaggio, sciopero generale, moti di piazza, la protesta trascende, doverosamente l’esercito e la polizia prendono in mano la situazione per scongiurare l’anarchia.
Dopo due anni di normalizzazione, le case popolari date a riscatto, non acquistate dagli operai per mancanza di denaro, sono gestite dalla società Strips and Stars Limited, le terre vendute a poco prezzo dai contadini rovinati dal crollo internazionale dei prodotti agricoli, rilevate dalla Dal Ponte l.t.d.; spoil sistem , cioè cambio di dirigenza di tutti gli organismi federali, creazione della società Amazonas S.P.A. per la bonifica delle omonime “paludi”a cui seguirà la coltivazione a mais transgenico brevettato dalla Dal Ponte di tutto il territorio, esclusa l’area dell’alveo di bassa del Rio Amazonas; privatizzazione dei servizi essenziali, abolizione del Welfare, esperimento economico liberista chiamato”RINASCITA” e collocazione sul mercato azionario di tutte le risorse minerarie e agricole statali con la denominazione BRAZIL S.P.A.
Il primo canale della TV parla di imprescindibili riforme, solo un canale stona, la solita Rede Globo, che parla di “importanti”riforme.
Di nuovo si creano le favelas, di nuovo i sem terras, chiuse le scuole pubbliche di nuovo meninos de rua.
Il Brasile è di nuovo un gigante con la testa che va in direzione opposta al corpo.
Ma la gente, quando può parlare, dice non è morto, tornerà…
O resusciterà come se fosse il Messia, e in fondo lo è stato….e il gigante sudamericano aspetta ancora….Belo è vivo, da qualche parte…tornerà!
N.d.A.
Questo racconto è stato scritto 30 anni fa, quindi sono i miei inizi di autore. Ora molto è cambiato per i corsi e ricorsi storici Lula da Silva è di nuovo al potere ed ha praticamente bloccato il disboscamento della foresta pluviale. Brasilia non è più una citta morta ma una metropoli viva, una vera capitale con circa tre milioni di abitanti.
Il Brasile ha potenziato la sua economia, è paese leader nel blocco dei Brics, ora è all'11°posto fra i paesi industrializzati e il problema più che il debito estero è quello interno. E' un paese democratico che tenta di attenuare le profonde diseguaglianze sociali, anche grazie a Lula che ha 100 vite, pensavano di averlo eliminato e invece… la classe non è acqua!
Molto di questo racconto è fantasia ma con una base geopolitica documentata.
Rileggo oggi questo racconto con affetto: è un frammento dei miei inizi, un modo di guardare il mondo che non ho mai del tutto abbandonato.