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Respiri?
Vagone,
ancora dormi
in quel prato.
Sei ruggine,
Sei muschio,
sei figlio rinnegato
di un tempo corrotto,
Passato.
Un tempo, sai,
cambiasti binario.
Ancora le senti
quelle girda,
quei risi,
che ti abitarono?
Dannato,
son anni che tremi
se ti sfioro
col mio pianto.
Mio figlio però,
non me l'hai più ridato.
Ma sai, Vagone,
Non tormentarti,
Non chiederti
se fosse giusto
o sbagliato.
Lo so, ti stava stretto
tutto quel ferro,
quell'acciaio, quel baccano.
Ti capisco Vagone,
lo sognavi questo prato,
Aspettando solo
di affondare, affogare
nel fango,
consumato dal tempo,
sotto un mare stellato.
Allora, Respiri?
Io
su di Te
Respiro, sì.
E tremo
mentre affondo, affogo
nel fango,
maledetto dal tempo,
sotto un oceano stellato
-con Amore, il tuo capotreno.
Il tuo capotreno che ti ha dirottato.