A Chiara.
C'è un sogno,
che bussa spesso
alle mie notti bagnate.
Si chiamò,
con la dolcezza del silenzio.
Non fu solo,
uno sfuggevole gufo notturno,
silenzioso e istantaneo.
Si chiamò con la bellezza
di una Gioconda.
Lei fu un abito,
che sognai di spogliare,
come si spoglia
l'abito d'una margherita.
M'ama. Non m'ama.
C'è o non c'è?
Esistette, la tua mano?
Quanto sognai d'averla sul mio petto!
T'amai.
Ma ero un garzone della vita.
Fosti solo un sogno?
Fosti tutto!
Fino alla tua scomparsa.
Non consegnai più il cuore
al vassoio del cielo.
La luna mi disse,
molto più avanti,
che ti avrei toccata.
Carezza d'amore.
Delicata carezza sulle tue labbra.
E il sapore
lo stringo in pancia.
Nudo,
lo porto nella cesta.
27/10/2026