Risa e giubilo a far da contraltare a queste lacrime, a quest'impellente bisogno di vergar su carta. Macchie di inchiostro tra le ore vuote di una Vita, quando il vento trascina via sguardi di estatici Dimòni, quando i Nembi rinchiudono la Luce dei miei pensieri. Gabbie di cristallo frantumate e sol il respiro, freddo abbraccio di Incubi che montano in cattedra. Cos'è la Paura? Il sistematico bisogno di cadere, sprofondare nel baratro di una Follia impropria ed oscena. Beffardo osservo il riflesso, di me, in quel Cratere e non posso far altro che sorridere tra tagli e sangue.
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