E volgo il triste canto al cielo, che, compassionevole, spalanca le sue nuvole sul mio corpo. Gocce di rugiada, penetrano lo spazio che separa il cuore dal tempo che, irretito, scorre vorticosamente, facendo cavalcare i minuti, le ore, nell'attesa di te. Freddo il pavimento, il dorso dritto esala l'ultimo sospiro di amore. Tenero incanto di notti e di giorni, ormai passati ad adorare le stelle, sulla pelle che fu. Il mantra del tuo nome risuona sul mio petto, tamburo battente, perpetuo, il ritmo che ne produce. Inseparabili linee uniscono sottili punti di luce iridescente che illuminano la stanza nell'attesa di te, e, che allegramente danza mentre, tutt'intorno tace.
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