Contenuti per adulti
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Ti guardo dormire e mi sembra un peccato
aver sgualcito il tuo cuore con il fiato sprecato,
in questi due giorni di pioggia e di sassi
dove abbiamo perduto il rumore dei passi.
Ora il sonno ti culla come un’onda d'aprile,
mentre il mio orgoglio si fa piccolo e vile,
e in questo silenzio che sa di perdono
mi accorgo di quanto sia fragile il dono.
Eri un'isola ferma nel mio mare in tempesta,
ed io ti ho scagliato addosso la mia bocca molesta,
ma osservo il tuo viso, questo porto di seta,
e capisco che sei la mia sola meta.
Non sono un santo e non sono un eroe,
sono solo un uomo tra mille paure bastarde,
che ha bisogno di te per sentirsi un po' vivo
in questo mondo bastardo, così sbrigativo.
Se domani il destino ti sembrerà un boia
o se il peso del male ti toglierà gioia,
se quel male all'orecchio ti farà sentire sola
come una nota stonata che non trova parola,
io sarò la tua spalla, sarò il tuo respiro,
il braccio che stringe nel momento più duro.
Perché l'amore, mia piccola, non è una festa,
è restare vicini quando niente più resta.
Ti ho ferita con la bocca, ti guarirò col coraggio,
sarò l’ombra del bosco nel tuo lungo viaggio.
Dormi anima mia, che la pace è tornata,
la nostra guerra è finita, la notte è placata.
Finché avrò sangue e finché avrò voce,
porterò io, se serve, la tua piccola croce.
Sarò lì per sempre, oltre il fango e la polvere,
perché sei l’unico
enigma che voglio risolvere.