Contenuti per adulti
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All’inizio
il chicco era serio.
Teso.
Convinto di restare
per sempre
una cosa piccola.
Poi qualcuno accese il fuoco
(gesto che l’umanità ripete
senza chiedere permesso)
e il mais capì
che l’umiltà non era
nel suo destino.
Scoppiò.
Non esplose: scoppiò.
Come una risata in chiesa,
come un’idea fuori orario.
Gli uomini applaudirono
senza sapere perché,
il fuoco si sentì artista,
l’aria prese appunti.
Da quel giorno il popcorn
pretese attenzione.
Saltava in padella
come se avesse
appuntamenti importanti,
faceva rumore per dire
“eccomi, sto diventando altro”.
Attraversò secoli
senza mai imparare la pazienza:
inermi imperi caddero,
lui continuò a gonfiarsi.
Fu visto accanto a re distratti,
inermi contadini,
generali con le dita unte
e filosofi che, masticando,
capirono meno di prima.
Nel Novecento trovò casa al cinema:
mentre sullo schermo morivano eroi,
lui saltava allegro,
indifferente alla trama,
fedele solo al sale.
Oggi nasce in sacchetti chiusi ermeticamente,
scoppia a comando,
si brucia per distrazione,
si fa attendere come un divo
e finisce quasi sempre
tra i sedili.
Eppure, a ogni scoppio,
ripete la stessa battuta:
“Ero un chicco.
Ora sono volume.”
Ride il tempo,
si puliscono le mani,
e il mais, gonfio di sé,
ha di nuovo vinto.