Marisa

scritto da Rainbow
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Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario - Primo Levi
- Nota dell'autore Rainbow

Testo: Marisa
di Rainbow

Era settembre dello scorso anno e avevo accompagnato mio figlio al suo primo giorno di scuola. Dopo il saluto del Dirigente scolastico, noi genitori fummo invitati a lasciare i ragazzi in classe e tornare più tardi.
Mentre aspettavo davanti all’ingresso del Liceo, il mio sguardo cadde su una pietra d’inciampo: “Qui studiava Marisa Ancona, nata nel 1926, arrestata il 14 febbraio 1944, deportata il 5 aprile 1944 ad Auschwitz, assassinata a Bergen Belsen.” Quel momento non lo dimenticherò mai, quel nome, e soprattutto quella parola “assassinata”, mi colpirono come un pugno allo stomaco. Chi era? Cosa le era accaduto? 

La sua storia è questa.
Marisa Ancona, figlia di Gastone e Anna Foà, viveva a Torino in via Migliara 23 e frequentò il Ginnasio del Liceo Cavour nel 1936-37 e 1937-38. Con le leggi razziali del 1938 fu costretta a lasciare la scuola e sfollò nel Canavese. Qui venne arrestata con il padre e il fratello da soldati della RSI e portata nel carcere di Ivrea. Il 5 aprile 1944 fu deportata ad Auschwitz, dove superò la selezione all’arrivo. Il fratello Achille morì nel gennaio 1945 e il padre Gastone nel settembre 1944. Prima della liberazione del campo, Marisa fu trasferita a Bergen Belsen, probabilmente durante una delle marce della morte. Morì lì dopo l’11 febbraio 1945, poco prima che il campo venisse liberato.

Ora chiudete gli occhi e immaginatela Marisa, 18 anni, un filo di trucco e una gonna al ginocchio, il dizionario di greco in borsa, sorride alle compagne di classe, sogna di girare il mondo. Forse ha un fidanzato segreto che le ha promesso una gita al mare, si vedono al sabato pomeriggio per una passeggiata al Valentino. Lo sentite il suo profumo di violetta? La vedete la sua pelle chiara?

Ogni pietra d'inciampo non è solo un nome, è una storia da non dimenticare. Ciao Marisa, io ti porto nel cuore.

Marisa testo di Rainbow
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