Sole d’inverno che bruci gli occhi e non illumini la via, dammi una mano, difendimi da quello sguardo asciutto e un po’ beffardo, dalla sua pelle liscia e profumata, schiuma di mare dopo notte di tempesta, e dal sorriso che illumina il suo viso, dal seno acerbo muta promessa per mani che verranno, da quelle braccia e quelle cosce eburnee che m’hanno intiepidito il cuore troppo freddo. Mio sole triste, di un dicembre vano fa che io possa riprendere il cammino, tieni lontano dalla mia bocca le parole e il vino che potrebbero perdermi. Difendimi dalla sua inquieta giovinezza.
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