Spigolavo a Sapri

scritto da Rimedio
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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Testo: Spigolavo a Sapri
di Rimedio

Spigolavo a Sapri, piegata e arresa al sole, alla fame e alla miseria, quando da una barchetta in riva al mare giunse uno straniero biondo, glabro, dalle labbra sottili e occhi chiari, che mi disse senza tanto cincischiare: 
"Vieni alla prima luce, là, nel maggese… vieni, che ti voglio amare!"

Andai attratta dall'uniforme assai particolare… fedifraga di un marito buono e mite e premuroso, che giammai m'offese, andai alla prima luce, là, nel maggese.

M'arresi senza pudore a quello sconosciuto bramoso e teso e furono sguardi languidi e sussurri appassionati e amplessi lascivi e infuocati!

Mi disse Carlo, questo il suo nome, tirandosi su le braghe calate: 
"Beh! Adesso debbo proprio andare, un compito assai gravoso e impegnativo debbo onorare, mia bella e generosa spigolatrice, debbo condurre un'impresa redentrice e fare e fare e fare, come fossi levatrice!"

La levatrice giunse di gran carriera dopo nove mesi, nella mia stamberga impolverata e tirò fuori dal mio ventre un bambinone biondo con gli occhi chiari, urlante, adirato. Serbai il mio peccato in petto e mio marito giammai ebbe sospetto, giacchè un avo suo lontano teneva occhi cerulei e capelli color del grano.

Seppi, ch'era fallita l'ardita impresa e piansi l'amante mio di un mattino, là, nel maggese.

Non tardò ad arrivare la sconfitta dei Borbone vincitori e il nordico invasore tempo dopo ce la fece!  Il nuovo Re, acclamato probo, magnanimo, liberatore e illuminato, ci bastonò inclemente con nuove gabelle illimitate, per gli uomini di vent'anni appena fatti, la leva obbligatoria e altri misfatti!

Mi salutò con gli occhi neri colmi di lacrime amare, il mio buon marito ignaro e strinse forte al petto il rubicondo pargoletto e mi rese vedova di fatto.

Sapeste, come mi sento reietta e correa e sporca e addolorata!
Oh! M'è costata cara, quella scelta bara, quando cedetti allo straniero!

Quando cedetti alla prima luce, là, nel maggese.

Se avessimo posto scudo e diniego a cotali grandi pretese e giogo e offese!
Io, insignificante spigolatrice, povera e piegata e la mia terra da grandi promesse tradita e raggirata… da troppi… troppi calcagni vecchi e nuovi calpestata.

Spigolavo a Sapri testo di Rimedio
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