Terremoto

scritto da volavola
Scritto 3 anni fa • Pubblicato 3 anni fa • Revisionato 3 anni fa
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Testo: Terremoto
di volavola

Alle ventitré e tredici la prima scossa. Mia moglie urlava e cercava di infilarsi le scarpe.
-Bimbe, il terremoto! I muri tremavano. Quel sordo rullare dalle cavità della terra.
-Tutte al riparo nel letto a castello di Sara! Non piangete bimbe, Vieni qui Maria, ora finisce. Ma perché non finisce? No, non finisce! In fretta giù dalle scale!
Restammo in macchina per più di due ore. Il nostro fiato appannava i vetri.
-Non si sente più niente, possiamo rientrare.
Fu difficile riaddormentarci.
Alle quattro e tre quarti i vetri e i muri iniziarono a tremare, gli oggetti a cadere.
Una crepa tagliò il pavimento.
La parte centrale del palazzo davanti al nostro si sgretolava. Il terrore e le urla. Ci aprimmo un varco nella polvere e iniziammo a scendere. Venivamo sbattuti contro la ringhiera, contro il muro.
Tenevo la mano delle mie bambine. Una nuvola di polvere mi riempì la bocca. Mi chinai su me stesso. Mi sfuggivano le loro mani e la scala ondeggiava, tossivo nella polvere e non vedevo che polvere, sentivo la pioggia di calcinacci ferirmi. Mi ritrovai solo nell’androne.
Mi addossai al muro con le mani sulla faccia, senza più il coraggio di muover un passo.
Sentii toccarmi la spalla. Era mia moglie Chiara: -Dove sono finite le bambine?
Il palazzo sussultava. –Ora cade, urlai. Bambine, bambine, venite fuori!
Sara con il viso annerito sbucò tra la polvere. Stringeva il suo zainetto. La spinsi verso mia moglie. Laura e Maria proseguivano verso la scalinata esterna crollata nella tromba dei garage. Ancora pochi passi e le avrei perse per sempre...
-Non dovete andare di là. Non ci sentivano. Mia moglie e io urlammo insieme: - No, di là no! Tornate indietro!
Laura si fermò ad ascoltare. Maria le stringeva la gonna.
-Fermatevi lì bimbe. Fermatevi!
Le afferrai e me le presi in braccio. Stringevo la vita delle mie figlie.
-Ora raggiungete la mamma. Svelte!
Mia moglie le tirò con forza sotto la volta di cemento armato. Alle nostre spalle la palazzina implodeva.
Avevo perso tutto ma dentro sentivo un ruggito di gioia. Abbracciavo mia moglie e le mie bambine. Avevo ancora tutto, tutto.
Terremoto testo di volavola
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