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Era inverno
e in quella stagione
ci furono i miei primi passi
nella nuova casa.
Avevo timore.
Troppo presto
ho dovuto
dire addio a mia mamma,
ai miei fratelli.
Camminavo piano,
smarrito sulle piastrelle bianche.
La voce della tue risate
ho ancora nella mente,
Poi
tu mi hai preso in braccio.
L’odore delle tue mani,
il loro sapore,
mentre nervosamente ti leccavo.
Con le tue carezze
smisi di avere paura
e da quel momento
imparai a vivere per te.
La coperta
che mettesti ai piedi del letto,
un po’ ruvida,
con il profumo di lana vecchia,
era talmente grande per me
che mi sembrava infinita.
Poi le mattine
al parco,
io e te.
Tu lanciavi la pallina,
io correvo più veloce
per renderti fiero
davanti agli altri.
E ancora le tue carezze,
le tue dita
che scorrevano sul mio pelo,
mentre il freddo
diminuiva
e il sole si faceva più coraggio.
E dunque giunse il caldo.
Noi in macchina,
in quelle domeniche
sul lago,
mentre nuotavo
per raggiungere il tuo abbraccio.
E le cicale che frinivano
cullavano il mio sonno sull’erba.
Poi…
arrivò lei,
sul finire dell’estate.
Io le andai incontro
con tutta la mia gioia,
ma lei passò oltre.
E il tuo sguardo
non fu più per me.
Le vostre parole,
i vostri gesti,
colpevolizzavano le mie dimensioni.
Così
provai a tornare cucciolo
per poter dormire
ancora sulla mia coperta,
ma la trovai più piccola
delle mie zampe.
Ancora in auto, ora,
ma la strada è nuova,
il lago è ben distante.
Ci fermiamo.
Rivedo i tuoi occhi.
Lanci la pallina.
Io corro
per renderti fiero.
La macchina riparte.
Forse sono stato troppo lento.
Cerco di raggiungerti,
poi mi fermo.
Comprendo
che non tornerai.
Sono cresciuto troppo.
Non avrei dovuto farlo.
Chissà se un giorno
mi perdonerai,
come quando mi sgridavi
dopo che mangiavo le tue ciabatte.
Ti prometto
che non crescerò più.
Ho fame.
Sono smarrito.
L’asfalto brucia le mie zampe.
Ora, in città,
cerco il tuo odore.
Tanta gente.
Dovrei attraversare.
Forse dovrei attendere il verde,
ma non distinguo i colori.
Ora ci provo.
Puzza di gomma bruciata.
Non mi piace
il sapore del catrame.
Non riesco più a correre.
Non potrò più renderti fiero.
Però ti prometto
che non crescerò più.