Dormivo su quella coperta

scritto da Damon Carnaby
Scritto 22 ore fa • Pubblicato 10 ore fa • Revisionato 10 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Damon Carnaby
Autore del testo Damon Carnaby

Testo: Dormivo su quella coperta
di Damon Carnaby

Era inverno

e in quella stagione

ci furono i miei primi passi

nella nuova casa.

Avevo timore.

Troppo presto

ho dovuto

dire addio a mia mamma,

ai miei fratelli.

Camminavo piano,

smarrito sulle piastrelle bianche.

La voce della tue risate

ho ancora nella mente,

Poi

tu mi hai preso in braccio.

L’odore delle tue mani,

il loro sapore,

mentre nervosamente ti leccavo.

Con le tue carezze

smisi di avere paura

e da quel momento

imparai a vivere per te.

La coperta

che mettesti ai piedi del letto,

un po’ ruvida,

con il profumo di lana vecchia,

era talmente grande per me

che mi sembrava infinita.

Poi le mattine

al parco,

io e te.

Tu lanciavi la pallina,

io correvo più veloce

per renderti fiero

davanti agli altri.

E ancora le tue carezze,

le tue dita

che scorrevano sul mio pelo,

mentre il freddo

diminuiva

e il sole si faceva più coraggio.

E dunque giunse il caldo.

Noi in macchina,

in quelle domeniche

sul lago,

mentre nuotavo

per raggiungere il tuo abbraccio.

E le cicale che frinivano

cullavano il mio sonno sull’erba.

Poi…

arrivò lei,

sul finire dell’estate.

Io le andai incontro

con tutta la mia gioia,

ma lei passò oltre.

E il tuo sguardo

non fu più per me.

Le vostre parole,

i vostri gesti,

colpevolizzavano le mie dimensioni.

Così

provai a tornare cucciolo

per poter dormire

ancora sulla mia coperta,

ma la trovai più piccola

delle mie zampe.

Ancora in auto, ora,

ma la strada è nuova,

il lago è ben distante.

Ci fermiamo.

Rivedo i tuoi occhi.

Lanci la pallina.

Io corro

per renderti fiero.

La macchina riparte.

Forse sono stato troppo lento.

Cerco di raggiungerti,

poi mi fermo.

Comprendo

che non tornerai.

Sono cresciuto troppo.

Non avrei dovuto farlo.

Chissà se un giorno

mi perdonerai,

come quando mi sgridavi

dopo che mangiavo le tue ciabatte.

Ti prometto

che non crescerò più.

Ho fame.

Sono smarrito.

L’asfalto brucia le mie zampe.

Ora, in città,

cerco il tuo odore.

Tanta gente.

Dovrei attraversare.

Forse dovrei attendere il verde,

ma non distinguo i colori.

Ora ci provo.

Puzza di gomma bruciata.

Non mi piace

il sapore del catrame.

Non riesco più a correre.

Non potrò più renderti fiero.

Però ti prometto

che non crescerò più.

Dormivo su quella coperta testo di Damon Carnaby
1