Il cyborg che è in me

scritto da MicheleMaria2023
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Autore del testo MicheleMaria2023

Testo: Il cyborg che è in me
di MicheleMaria2023

Il cyborg che è in me

 

Trent’anni: la mente estesa nel silicio,

novello guscio che orienta e ricorda.

 

Il ciclo perituro del carbonio ha da finire:

più non mi basta un corpo ed un cervello,

essere un ente, una mia propriocezione

di carne e sangue, possesso meramente di me stesso.

 

Ardo di diventare un hardware,

in cui sinapsi e bit parlan la stessa lingua,

puri segnali che riducon l’entropia.

 

Non cerco la violenza di Sergej,

non brucia in me la furia di vendetta.

L’innesto inseguo alla base del pensiero:

un minimo chip, infinitesimale,

che miliardi di mondi dischiude;

e un guanto digitale che si fa pelle

in luogo della mano.

 

Vedo la corteccia prefrontale

scandire estesamente la realtà

con ampia prospezione dello sguardo,

la retina mutata come schermo.

Il mondo entro di me, ed io nel mondo.

 

Sogno dendriti, neuroni di silicio

connessi ad aumentare la coscienza,

invisibili antenne già protese

a sentire i colori, vedere i suoni,

qualia inauditi, sconosciute percezioni.

 

Cessino pure il biologico intuitivo

e il vetusto apparato razionale,

non più res cogitans né extensa

ma un unicum di uno e altro,

homo homini deus.

Il cyborg che è in me testo di MicheleMaria2023
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