Un alito, un soffio, una brezza leggera, tutto così apparentemente fragile e inconsistente. Vorrei essere più forte, più capace di cambiare il mondo che mi circonda, di imprimere qualcosa nelle persone che vivo ogni giorno, anche solo un’ ombra. Ma non un’ombra buia e solitaria: un’ombra di luce, speranza, amore, energia. Un’orma scavata nella roccia che pioggia e vento possono solo lievemente cambiare, ma mai cancellare. Un monito di vita e ottimismo.
Sei così bella, pura e semplice, nella tua inconfondibile fragilità che ti ruba ogni sorriso. Vorrei tenerti costantemente la mano, accarezzarti i capelli per intravedere un tuo sguardo, uno di quelli che, come pochi altri, sanno arrivare senza ostacoli alla mia mente, incidendola, stupendola, meravigliandola. Che sensazione strana, come se fossi nuda davanti a occhi meravigliosi sotto la cui intenzione non potrei mai sentirmi in imbarazzo. Vorrei farti correre, accarezzare un prato fiorito, respirare la forza del vento, facendoti sentire la sua coraggiosa corsa fin dentro alle narici, cosicché tu possa inalare un pizzico di casualità ordinata, di imprevedibile necessità che governa ogni cosa.
Non so dirti perché stai vivendo ciò, così come non so dirti perché ci siamo incontrate o perché semplicemente siamo a questo mondo. A volte vorrei scoprirlo, altre prego di non saperlo, per paura di ridurre a qualcosa di umano e limitato qualcosa che è invece così grande e infinito.
Vorrei farti viaggiare, con corpo e mente: posti nuovi, gente stravagante, modi diversi di vita. Ma chi siamo? Cosa ci facciamo qui? Scusa per queste domande così importanti.
Vorrei cullarti su un mare di nuvole, cantandoti una melodia senza fine, dolce e spontanea, quasi perfetta. Poi però arriva quella nota che sembra quasi stonare: ma no, in realtà non stona per nulla, è solo diversa e, coraggiosamente, tra tutte le altre, urlando se stessa, rende la melodia stessa unica e irriproducibile.
Ti tengo per mano testo di Berny