Il mondo sta attraversando un pericoloso momento, e vi sarebbe necessità di più ben seri interventi, ma siccome a nulla servirebbero, tanto vale continuare nel fare presenti le nostre altre opinioni.
Desidero quindi qui intervenire sull'ipocrita andazzo relativo al cosidetto "buonismo", secondo cui, nella fattispecie, ognuno ha diritto etico a comporre un suo scritto ed esporlo, malgrado sia persona mancante di ogni tipo di cultura e di senso poetico. A ciò, per i continui commenti in proposito, mi sembra essere tirato per la giacca.
La grammatica non conta, un minimo di cultura è da tralasciare, la consecutio temporum è un retaggio del passato, un senso poetico da un punto di vista tecnico non riveste alcun valore, basta scrivere una sgrammaticata prosa spezzettata (chiedo scusa all'amico Terracciano se ho plagiato una sua originale espressione), e la poesia è fatta.
Questo lo affermano i tanti ignoranti che pretendono far poesia, incolti al massimo, senza conoscenza della grammatica che non hanno mai studiato e che non hanno voglia di studiar(la) (e per questa loro ignoranza che non possono nascondere affermano che non è necessaria), che non capiscono un'acca di poesia, non avendo alcun senso lirico, che espongono autemti orrori.
E dicono, per giustificare la loro somma ignoranza, che il senso poetico è indipendente da tutte queste manfrine, e le espressioni poetiche sono retaggio di tutti. E hanno l'ardire di esaltare da se stessi la loro alta e solida personalità, acclamati dagli "utili" con scroscianti applausi, senza che niuno di questi si si sia accorto della loro spregiudicata non aderenza al tassativo regolamento.
E la redazione, sulla base del principio imperante che un sito vale per quanti interventi e iscritti ha, lascia per convenienza tutto nella sua indebita collocazione.
Sulla base di queste premesse, entrano in un sito letterario, si riuniscono in un gruppo di ...simili, si rafforzano con un reciproco contratto e immettono orrori da ogni punto di vista, letterario, grammaticale e di concetto, ricevendo letture e commenti a iosa, sulla base dell'accordo intervenuto ...e si beano del loro successo! (sic!).
E se qualcuno si oppone a questo stato di cose e segnala errori grammaticali, di sintassi, e ...magari di concetto, questi viene contestato con i titoli più offensivi, tacciato di arrogante e provocatore, di pieno di sè, di odioso avversario di chi vuole esprimersi nella sua maniera che non tiene conto di nesuna regola e ...ben altro.
Ora, considerate questo esempio. Se a voi gocciolasse per guasto una cannella e per via dell'inconveniente faceste intervenire un idraulico, il quale non fosse capace della riparazione per incompetenza e vi provocasse per sua colpa l'allagamento della stanza e non fosse capace di rimediare, se qualche tempo dopo il vostro vicino di pianerottole avesse lo stesso guaio, e avesse chiamato lo stesso idraulico incompetente, non glielo fareste presente che quello non conosce il mestiere?
Però quel mancato idraulico, se smettesse di far guai con quel mestiere e si cambiasse in imbianchino, attività alla quale è portato, sarebbe un ottimo manifattore, ed io lo raccomanderei di buon grado a chi avesse bisogno di affrescare la casa.
Così dovrebbero fare quei presuntuosi illusi che pensano stupidamente di poter eccellere in un'arte che richiede invece un minimo di cultura, per la quale arte potrebbero invece ambire persone della detta capacità con la sola terza elementare e non magari persone non chiavate per l'ars poetica ma con cinque lauree!
Chi fa presente gli errori, il sottoscritto, ad esempio, che non è un poeta ma uno scarso strimpellatore, che tuona contro poesie offensive dell'arte, lo fa in difesa della sana letteratura senza altra pretesa, però avendone nel senso di possedere almeno una minima capacità di conoscere l'analisi logica e una parzialissima competenza in fatto di poesia.
Per certi anche qui presenti c'è solo il desiderio della ottenuta senza fatica presenza con questi mezzucci facili e stolti che fanno fuggire indignata la Poesia, sia pure nell'aspetto più semplice, ma significativo, comunque. di poesia. E forse riuscirebbero con bravura ad imporsi in altre attività. Per qualcuno... non toglierei il forse ...
E quando io segnalo un errore, hanno il codaggio e la faccia tosta di replicare che quell'autore sa scrivere in maniera meravigliosa!
Quindi ben partecipino i modesti poeti che qui si trovano, però con il senso vero ed autentico della poesia, e siano cacciati gli immondi stupratori della poesia, che merita adesso lo stesso rispetto che ha avuto nel passato.
Ora ho chiarito il mio pensiero in proposito e pongo un deciso stop all'argomento, nella speranza che i predetti indicati cessino con i loro pettegolezzi (tali sono) di provocare subdolamente tutte le volte. Trovano certo l'approvazione degli "utili" con loro associati, ma si ridicolizzano con quelli che, in un qualche modo, si avvicinano veramente alla poesia. E qui ce ne sono!
E a conferma di ciò che ho espresso, ripropongo questa mia vecchia significativa strimpellata nella forma del sonetto:
Ars poetica e corsa di Maratona.
Chi tanto tempo fa poesia faceva
era certo in quest’arte un luminare
e nell’anno trecento qui eccelleva
Petrarca insieme a Dante da ammirare.
Ma oggi la poesia ci ha una gran leva
di aspiranti poeti da guardare
per il sacro principio che doveva
dare a tutti il diritto di poetare.
Mi par questo un concetto un po’ alla buona
per lasciare ad ognuno un po’ di boria,
che non s’addice no alla Maratona
dove per quelli c’è soltanto gloria
se han fiato, classe e il cuore che funziona ...
per chi è pigro di gambe non c’è storia!
Il tosco,. che oggi viene costretto dagli incompetenti "scrittori" accennati ad essere un po' noioso. Spero che Dantaligo non ne approfitti!
L' ipocrita "buonismo" in letteratura testo di lorenzo tosco