Tacciono i bagliori della città
lente si aprono le stelle ai miei occhi.
Inerme,
travolto da una latente euforia
al cospetto di quest' infinito m'assento,
dalle mie pene
dai miei passi sbagliati
da quel senso mai svelato.
Il lieve riflesso sul selciato
stempera la notte,
mentre una voce antica
narra di silenzi
e luci da sentire.
Ed io
che ancora m' abbaglio
al riverbero di questi giorni fugaci
di questo tempo effimero