Avevo scritto qualcosa sulla mia giornata.
L'ho eliminato.
C'era un commento in cui veniva detto che avevo bisogno di una psicologa, niente di offensivo.
Scusa, userò il tuo commento per poter scrivere un qualcosa che per me vale.
Perché è vero.
Ne ho bisogno.
Vado dalla psicologa da quando ho 14 anni, fa parte della mia vita.
Lei fa parte di me.
È la mia piccola e unica "amica" che sa tutto, nessun dettaglio escluso.
Sa di quante volte sono inciampata, caduta, di quante volte ho avuto l'estrema voglia di scappare.
Sa del mio disperato bisogno di essere amata, mi aiuta ad amarmi da sola.
O almeno ci stiamo lavorando.
Ne abbiamo passate tante insieme, mi ha fatto vedere in modo diverso ogni cosa.
Mi ha fatta crescere.
Tutt'ora ridiamo della piccola Alessia che era entrata nel suo studio per la prima volta.
Mi ricorda di come a 14.15.16.17 anni ero distrutta, smarrita, senza una direzione e immatura e che guardandomi ora , vede una ragazza di 20 anni che può essere definita una donna forte e indipendente.
Quando andai la prima volta da lei avevo bisogno di qualcuno che credesse in me, con il tempo ho capito che avevo bisogno di farlo io.
Ricordo quanto piangevo perché non riuscivo a lasciare quello che definivo l'amore della mia vita nonostante mi ferisse ogni minuto,lei mi diceva che dio non riusciva a cambiare le persone io chi pensavo di essere?.
Ricordo tutte le cose che mi hanno fatto male;
L'aborto, mia madre, mio padre, il bullismo, la perdita di persone a me care, la mia piccola depressione e per finire il mio disturbo alimentare. (Si, faccio collezione di problemi).
Ricordo come le ho affrontate. O come le sto affrontando.
Grazie a lei ho capito di dover avere delle ambizioni nella vita, di non arrendermi, di sognare in grande e realizzare ogni sogno che mi passa per la mente.
Ho iniziato a mettere confini fra me e le persone, in modo giusto e adeguato.
Ho capito cosa vale e cosa no.
Sono stata anche felice, gli ho raccontato anche dei miei piccoli traguardi;
L'aver trovato lavoro, l'essermi comprata una macchina da sola, la voglia di ritornare a scuola per un mio futuro e l'impegno che sto mettendo per far sì che accada, lo star cercando un po' di stabilità per poter andare a vivere da sola. Un passo alla volta. Nessuna fretta. Sta funzionando.
Ora, insieme, stiamo affrontando un altro piccolo demone: la bulimia.
Solo che è un po' più difficile, non è un percorso facile, è fatto di alti e bassi.
Non sono io a decidere. Non basta il parlarne.
In questa battaglia non comando io.
Ma lei, mi guarda sorridere e inciampare. Quando trionfo mi ricordo di lei.
Comunque, Il racconto era questo:
Oggi mi sono svegliata strana.
Con strana intendo di buon umore.
Sono andata a lavoro, sono uscita e ho visto una bella giornata di sole.
Mi sono bevuta una monster zero zuccheri con 10 kcal ogni 100 ml e mi sono fatta una doccia di 40 minuti con una playlist felice.
Niente canzoni in inglese deprimenti.
Mi sono truccata.
Mi sono fatta i capelli riccioli.
I miei capelli solitamente sono lisci.
Mi sono guardata allo specchio e mi sono piaciuta.
Sono andata a prendere mio papà a lavoro, appena è montato in macchina mi ha detto “che hai fatto ai capelli? Stai molto bene”
Io, un po’ incredula gli ho chiesto come avesse fatto a notarlo.
È stata la prima volta che si è accorto di un mio cambiamento.
Quando da avere capelli biondi passavo a capelli rossi nemmeno se ne accorgeva.
Lui semplicemente mi ha detto “ me ne sono accorto perché sei bella e felice”.
In quel momento lo sono stata davvero.
Poi abbiamo pranzato con un piatto di pasta al ragù.
Non mi sono saputa controllare come spesso accade ed è arrivata l’ennesima abbuffata.
Ho mangiato anche il pane con il ragù, porchetta e il dolce.
Sono andata nel bar vicino casa, ho preso un caffè e sono andata in bagno a vomitare.
Mi guardavo allo specchio, tenevo i miei capelli legati e quei riccioli perdevano la loro forma.
Guardavo quel mascara sotto l’occhio e la mia faccia rossa che non era dovuta al troppo blush.
Mi sono ricordata di quanto poco possa durare la felicità, la spensieratezza, la tranquillità.
Mi sono ricordata da dove vengo.
Da dove non riesco a uscire.
La mia felicità è sparita dopo aver aperto la porta di quel bagno e averla chiusa a chiave.
Sono uscita, sono andata al bancone per prendere una bottiglia d’acqua.
La barista mi ha detto quanto fossi bella con questi capelli.
Io ho sorriso.
Sotto la mascherina.
Lei ha ricambiato.
Ero felice perché in più persone mi avevano visto bella, eppure io davanti a quello specchio ho visto una ragazza stanca faccia a faccia con i suoi demoni.
A merenda ho mangiato una mela, non ho vomitato.
Non ho nemmeno esagerato.
Ma non sono più felice.
Oggi ho preso due lassativi, non mi fanno nemmeno più lo stesso effetto.
Oggi era una bella giornata.
Oggi per mezza giornata ho creduto di ricominciare.
Oggi è stata un’ altra giornata in cui ho fallito.
Oggi non è per sempre.
Oggi è oggi.
Domani come andrà?
Non mi aspetto più niente dal domani.
Piccoli attimi testo di Alessia19