Elefante

scritto da Il Girfalco
Scritto 25 anni fa • Pubblicato 14 anni fa • Revisionato 7 anni fa
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Autore del testo Il Girfalco
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un piccolo omaggio a Raymond Carver
- Nota dell'autore Il Girfalco

Testo: Elefante
di Il Girfalco

I
Parrebbe una giornata come tante:
aria ferma
cielo grigio
( clima un po’ pesante )
e
io
sto
qua
ad osservare
dalla mia tana
l’arsura brulla
della savana
e non mi frulla niente in testa
che per me è un giorno di festa
ogni giorno che mi sveglio
e non sbaglio se ti scrivo
che è già tanto ritrovarmi
ancora
vivo ( …! )
in questa giungla
d’altri animali
con sette figli da campare
e una montagna
di cambiali
da pagare…
Ma
poi
penso
che
tuttosommato
la
vita
non è poi
così malaccio,
anche se
a quarant’anni
son già uno straccio;
e nonostante i miei malanni
cosa c’è da aver paura
se è uno scherzo di natura
che mi ha fatto così grande
così
grosso
che
ad ogni passo
mi ritrovo sull’orlo di un collasso
fin quando questo
mio vecchio cuore
come una bolla di sapone
scoppierà?

II
Magari non ti sembrerà elegante
se ti dico
che ora sono
a corto di contante
ma
non
posso
proprio
starti vicino
anche se è urgente;
sai, ho un’ex moglie
un po’ assillante
che, per risolver la mesata,
fa uno squillo all’avvocato
che mi chiede prontamente
il suo
dovuto;
mentre io al supermercato
con la lista della spesa
son costretto a rinunziare
all’insalata…
Ma
poi
penso
che
tuttosommato
i
soldi
son
mica poi
così importanti,
sia che sian pochi,
sia che sian tanti,
e a fine mese
per la pigione
posso impegnarmi
la
televisione
che, tanto, aggiunge più livore
a quel che non so sopportare:
un’ossessione di parole
confusione di persone
singhiozzando tra le angosce
sollevando la proboscide
ed urlando

finchè la rabbia
e il malumore
come una palla di cannone
schianteran!

III
E poi non è un dettaglio irrilevante
ma l’estate
è anche peggio
di un inverno raggelante
dove
so
almeno
cosa fare
per lavorare
sgobbando sodo
sopra ogni trave
sopra ogni chiodo;
invece che girare in tondo
assillato dall’idea
di andare a fondo
è meglio un ritmo più veloce
e uno sforzo più feroce
e arrivare poi a casa così
stanco
che
sprofondo
steso su un fianco
sulla poltrona
senza neanche
slacciarmi i pantaloni…
Ma
poi
penso
che
tuttosommato
se
vado via
di qua
lasciando tutti
a galleggiare
senza vecchiaia
senza un bastone…
Così, conclusa la giornata,
scendo e accendo il mio furgone
e accelerando all’impazzata
lascio scorrere
frammenti
sullo specchietto
retrovisore
di cieli azzurri
e prati in fiore;
non penso a niente perché so
che tutto quanto vedo intorno
prima o poi, comunque vada,
come la strada a un certo punto
finirà.
Elefante testo di Il Girfalco
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