Appagare il senso del sapere, che suscita violente bramosie, dirige la mano del ritrovatore facendogli scordar il suo colore.
L’assolutismo umano, tenace e multiforme, che muove divertito la legge del suo tempo, scade nel virtuoso giuoco del tiranno oscurando il vizio dell’inganno.
Come sarebbe bello fermarsi ad osservare tutta la bellezza cosi lasciata andare, capire la saggezza nello scoccar del tempo, guardare e assaporare il tintinnio del vento.
Se solo noi potessimo ammirare l’incanto che attraversa il nostro moto andante, si scoprirebbe perché la notte si alterna con il giorno, si capirebbe il senso di un racconto.
Ragion non vi è nell’armonia che il tratteggiar la nostra fantasia, intrigante la passione ci soddisfa. per rimirar lo passo che ci attrista.
Ed è così che nasce il desiderio, laddove nessun uomo può imparare, l’arte divina del manipolatore non può regnar sulla nostra ragione.
Sicché inutilmente affanna la sapienza nel sospirar di dolore il suo cammino se nel ricercar nell’animo si appresta, l’eterna lotta amara tra il magico ed il divino.
La condizione che genera passione tramuta l’anima in un corpo vivo, facendogli scordar la primitiva sensazione sollevando ogni tormento dall’incauto adulatore.
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