Smania e brucia
Questa smania da cosa dipende? da dove proviene?
Sento che mi brucia gli organi, i nervi, le vene, la testa.
I capelli sono diventati fili di paglia,sono preoccupata, ma più dall'incontrare una pecora che possa mangiarli, che dal fuoco che a breve mi trasformerà in un involucro, fatto di paglia ripieno di cenere.
Avranno una brutta sorpresa le pecore.
Già le vedo, lì intente a cibarsi di me, che con un morso troppo temerario impregneranno la lingua di cenere. Oh povere... Ben vi sta.
Sì, credo sia questo il motivo per cui sono andata a fuoco, attenzione più che selettiva verso l'impossibile.
Sembra anche simpatico certe volte, ma rapportarlo alla realtà, diventa complesso.
E' come prendere costantemente e volontariamente la scelta più lontana da ciò che potrebbe essere reale, a favore di una minuscola speranza, che ha la stessa consistenza di babbo natale.
Mi rendo conto che la maggior parte la troverà assurda, ma uno che questa storia la prende seriamente è un coniglio di mia conoscenza, Mr Eliot, palloncino ad elio per passione, caratterizzato dalla sua meravigliosa faccia gigante e la totale assenza del corpo. Per quanto di primo acchitto possiate immaginare che fosse un tipo, se non sedentario, con una mobilità ridotta, deteneva invece da anni il record per il palloncino giramondo più veloce, alcuni ancora oggi raccontano fosse una lepre.
Immaginatelo beato a svolazzare tra le giostre di un lunapark, interrompendo la sua passeggiata per riposare un po nelle mani di qualche simpatico nano, per poi fuggire libero in una strada qualsiasi, sperimentando i venti e i loro capricci, è bello, ci sta tutto, se non perfetto è comunque assecondare la sua attitudine, sfido a non augurarsi la stessa sorte.
Ora ricordate bene quando avete incontrato l'ultima volta il vento, sarete d'accordo sul fatto che sia relativamente influenzabile, ed al contrario lui può tranquillamente riuscire a cambiare il nostro percorso, anche al più stabile degli esseri il vento smuove almeno un po l'involucro.
Mr Eliot continuava a danzare uno strano samba con i palazzi, fino a desiderare un pò di riposo, scelse un altro nano simpatico e fece in modo di farsi prendere. Ah quante cose sublimi immaginava si prospettassero, sperava che fosse diretto verso le nuove giostrine al parco, o almeno a mangiare un po di zucchero filato, gli piaceva particolarmente quell'odore.
Ma il caso volle che la signora con lui, che poteva essere la mamma del nano, avesse progetti ben diversi per le seguenti ore, camminarono per una ventina di minuti fino ad infilarsi in una porta aperta, Mr Eliot curioso dalla nascita, apprese con gioia la novità per poi rendersi conto con sgomento di trovarsi in una banca, non che avesse problemi specifici, o forse si, ma non è questa la sede per discutere delle idee complottiste che questo coniglio celava nascoste nell' elio, questi edifici lo agitavano erano in netta contraddizione con il suo essere, non vedeva l'ora che il suo nuovo amico e la tipa che stava con lui uscissero presto da li. Aveva la folle paura di perdere di senso, quel luogo lo confondeva terribilmente, e proprio mentre le paranoie avevano la peggio, il nano venne strattonato dalla tipa e perse la presa di Mr Eliot. Lui ancora perso nei pensieri se ne accorse troppo tardi di essere finito in un angolo del soffitto, e provò qualcosa di simile ad un attacco di panico si gonfiava e sgonfiava ritmicamente non riusciva a trovare una finestra aperta per scappare, e la porta era uno strano tornello, che solo un uragano avrebbe fatto muovere da solo e li non soffiava un alito di vento, sarebbe davvero lancinante continuare a discutere di ciò che passò per la testa di Mr Eliot, per quanto gli ottimisti possano pensare che almeno avesse trovato il ristoro che cercava, voglio chiarire che non si trattava più di riposo, ma di attendere la propria fine. Tra le tante penso fosse una fine orribile, non la augurerei a nessuno tanto meno a quel povero coniglio che altro errore non fece se non chiedere un passaggio, che a questo punto siamo tutti bravissimi a dire fosse nella direzione sbagliata.
Ed è questo che può accadere, quando si ha la tendenza per l'impossibile, diventi Mr Eliot nella banca, e se non lui sicuramente un suo parente.
Non so cosa sia successo a Mr Eliot alla fine, ma spero che qualcuno l'abbia notato e gli abbia lasciato una finestra aperta per scappare o che lo abbiano scortato fuori per il filo.
Mentre mi auguro che la fortuna lo assista, da lontano intravedo una pecora, personalmente sono terrorizzata, sono anche cosciente del fatto che possa sembrare folle, ma che dire, preferisco comunque allontanarmi prima che arrivino. Spero che la fortuna assista anche me.
Quando l'impossibile prende il sopravvento testo di EhGià