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Tu la dovrai amare,
anche quando graffia con dita di vento,
quando tace nel vuoto d’un senso perduto e ti lascia seduto sul ciglio del tempo.
La dovrai amare,
quando il sole si nasconde tra i pensieri,
e il cuore inciampa nei suoi desideri,
nei sogni, che tremano ma non muoiono,
nelle strade che tornano a casa.
Amala nelle piccole cose,
anche quando duole,
quando si piega come ramo stanco,
quando ti sfida, quando sembra svanire
nei giorni vuoti di voce e di volto,
quando ogni passo pesa come addio
e ogni sorriso è solo memoria sbiadita.
Amala nei silenzi che non trovano risposta, nei cieli grigi che non promettono luce,
nelle stanze fredde dove tutto tace
e resta solo il battito del rimpianto.
Perché anche così,
nuda, spoglia di speranza,
è l’unica che ti resta tra le mani,
l’unica che ancora ti chiama,
con la voce lenta di chi ha sofferto.
Tu la dovrai amare anche se fa male, perché e sempre lei che ti insegna a sentire...
anche se stanca trema la sua voce,
e il cuore spento, cerca la sua croce.
Amala anche spoglia, fredda come inverno, è lei che resta accanto, senza inganno,
è lei che dice vivi a voce bassa,
che resta, anche se non ti chiede affanno.
Tu la dovrai amare, la vita,
non per l’amore, ma per la ferita.