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le parole assillano il silenzio perpetuo.
Ordunque da dove provengono?
Le labbra nostre son immobili,
Come petali caduti a terra
Dal ciliegio che giace accanto a noi in silenzio
aspettando impazienti il prossimo valzer nei soffi di Eolo,
In una giornata serena senza vento.
Ed io che aspetto il suono della tua voce,
Spero in quelle parole,
Impaziente di sapere i tuoi pensieri,
I tuoi tormenti,
I tuoi mancamenti,
Il tuo amore,
Se è ancora vivo
o se è morto nella speranza di riaverci.
Eppure il silenzio continua a persistere,
A noi non servono parole,
Basta un semplice sguardo,
Che poi tanto semplice non è.
I tuoi occhi brillano, come l'acqua cristallina
Nelle coste del Mediterraneo.
Le tue pupille sono dilatate, come quando arriva la sera e son rilassate.
Il tuo sguardo è di nuovo acceso,
Lo vedo,
Ti vedo.
Siamo incapaci a parlare,
Ma a capirti ci riesco,
Tu un po' meno con me,
Ma io con te sempre.
Stai parlando con quello sguardo,
Sei in confusione su quello da dire
E quello da evitare,
Continua lotta tra mente
E quel che rimane del tuo cuore.
Eolo soffia,
I petali danzano nel cielo,
Ti guardo in attesa di una parola,
E quel che le tue labbra sottili sono riuscite a dire
Mi han fatto capire che
per quanto ti ho amato,
Per quanto ti ho aspettato,
Per quel che ti ho perdonato,
Per quanto ti ho desiderato,
Quel che sopravvalutavo,
Era il te del passato.