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L’ultimo sognatore
un uomo con una folta barba bianca ,sul viso i segni di una vita ,un misto tra fantasia e realtà , tante leggende si possono udire sui suoi trascorsi , chi racconta che sia un brigante o solo un vecchio stregone nato e cresciuto nella città delle streghe , ad oggi nulla è certo .
Si rifugia non lontano dalla sua città in un vecchio borgo semi abitato , un vecchio borgo di case e ruderi , circondato da luoghi impervi , ritrova una vecchia stirpe di gatti randagi , una delle più blasonate , per i tanti è solo un matto che parla e gioca a palla con i gatti , li accudisce li sfama , li cura con erbe e filtri di arte magica, tramandata dalla suo antico sapere, ritorna nel suo habitat naturale ,con il suo sapere crea una vera scuola , scuola davvero speciale, una scuola di stregoneria in cui i gatti studiano ogni tipo di magia per diventare perfette streghe o potenti stregoni.
In questa magica scuola il vecchio Maestro o solo un vecchio sognatore, prepara filtri e pozioni , ad usare la bacchetta magica e a volare su una scopa, tutte cose importantissime .
In questa strana scuola c’era però una gatta diversa da tutte le altre: il suo manto nero è come la notte ,buia e misteriosa , i suoi occhi gialli,come la luna, il suo nome è Gargamella , che tutto può sembrare tranne che un nome da strega! Gargamella a differenza di tutte le altre streghe aveva il cuore buono, era altruista e cercava di essere sempre d’aiuto a tutti.
Per questo, il vecchio stregone decise di insegnargli le sue arti magiche sempre a fin di bene.
Più che una strega, Gargamella sembrava una vera e propria fata, ma siccome nessuno può decidere dove e come nascere, lei non poteva far altro che adeguarsi al volere del suo maestro .
Anche se, Gargamella , seguiva con attenzione ogni lezione ed imparava moltissime magie, non riusciva mai ad ottenere buoni voti, perché alla fine si sentiva costretta a modificare ogni incantesimo in modo da non far del male a nessuno.
L’inverno si avvicina e con lei anche la prova finale, per diventare una vera strega, era necessario superare l’esame finale, che consisteva nel creare un nuovo incantesimo, uno qualunque, purché del tutto originale.
Tutte le piccole streghe si misero subito all’opera, con le idee molto chiare: Merlino , studiò un incantesimo per trasformare gli uomini in animali; Morgana, la strega che incanta, imparò a ipnotizzare le persone così che obbedissero ai suoi comandi; Nerone , la stregone imbroglione , creò una polverina che, sparsa sugli oggetti, li faceva animare in modo da spaventare chiunque. Gargamella invece voleva inventare l’incantesimo più importante di tutti.
Voleva trovare qualcosa che stupisse il suo maestro e il mondo intero, perché, con i voti bassi che aveva, avrebbe dovuto fare un esame perfetto per poter essere promossa.
Al gran consiglio vi erano oltre 60 streghe e stregoni ,per superare l’esame cosa non facile quando il maestro è un umano vecchio e malandato , con la sua volontà di usare la magia solo per amore .
Ho trovato! Esclamò Gargamella , la cosa che tutti desiderano di più è la felicità.
Farò un incantesimo perché tutte le persone del mondo possano finalmente essere felici! Pensò il vecchio umano ,ma per essere sicura di quali siano gli ingredienti necessari, sarà bene fare un’indagine.
E così dicendo, Gargamella senza indugi pur di stupire il suo maestro inizio il suo lungo viaggio tra la gente, osservando per bene ogni essere umano che incontrava. Voleva capire esattamente cosa potesse rendere davvero felici le persone.
Alla fine del suo lungo viaggio, tornò a casa , riunì il gran consiglio per dire ciò che sapeva al vecchio stregone umano .
Con aria fiera Gargamella iniziò con elencare di cosa avevano bisogno gli umani Ogni persona che ho incontrato ha un’idea diversa di come raggiungere la felicità.
Per creare la pozione ho bisogno di tutti i loro desideri e così iniziò:
Mise il pentolone sul fuoco e iniziò a dosare gli ingredienti: per primo l’affetto, quello che cerca un anima tormentata dai suoi affetti più cari ; aggiunse l’amore, quello che desidera il mio vecchio e saggio maestro umano ; l’amicizia, ciò che fa stare bene e vivere con serenità ; poi fu il turno della vile danaro usato tra voi umani e del successo che vi logora la mente ,costruisce muri e bombe per dominare i più deboli ; chi sognava una casa più grande, chi desidera solo un po’ di tranquillità; e ancora, vestiti all’ultima moda, ognuno nel mondo aveva la propria idea di felicità e Gargamella voleva soddisfare tutti, così che nessuno rimanesse escluso.
L’unico modo per farlo era inserire pazientemente tutti i desideri… Tenne per ultimo l’ingrediente più delicato, il suo gran segreto . Stanca come una gatta dopo tutto il lavoro, non ricordava esattamente l’ultimo dettaglio impartito dal vecchio stregone umano (occhio piccola strega , questi sono i desideri degli umani) noi siamo gli ultimi di una grande stirpe .
Il pentolone straripava e l’intruglio bolliva sul fuoco.
Gargamella , distratta, fece cadere alcune gocce di felicità sul fuoco(si sa la felicità è contagiosa )è un arma micidiale e a contatto con la fiamma, provocò una grande esplosione ,saltò tutto in aria sembrava uno spettacolo di fuochi d’artificio!
Tutti gli allievi del gran maestro dopo l’esplosione potevano trasmettere questo stato di gran felicità è benessere , il gran rammarico della piccola strega non poterlo distribuire agli umani Il gran maestro umano , con voce bassa sussurrò alla sua allieva prediletta “ nulla è perduto “ l’umano per essere felice può trarre insegnamento da voi , può ammirare voi per migliorare la propria felicità , in ognuno di voi c’è il dono della serenità, della felicità , del successo , solo chi come voi può dispensare l’infinito .
Gargamella con lo sguardo basso , l'orgoglio ferito di chi ha fallito , sussurra al gran maestro ,al vecchio Maestro stregone :ho fallito Maestro .
L'ultima notte e vado via ,pago il conto come ho sempre fatto in vita mia ,non sarà un addio , solo un abbraccio ad un presto incontro in una prossima vita ,pago l'ultima notte il conto di una vita , con passo lento e malandato mi allontano nel buio, notti di odori e profumi che non finiscono mai ,odore di malinconia ,vicoli strade sono la mia casa ,una casa senza porte e senza mura , pago il conto di una vita per avere fallito gran Maestro .
Il vecchio stregone barbuto alza di colpo il bastone e con voce autorevole , perentoria ;mio diletto discepolo , mia prediletta compagna di mille scorribande notturne la tua casa è qui con me e con i tuoi fratelli ...Domani all'alba prima che Sorga il sole il gran Consiglio con tutti i discepoli dovrà essere presente per udire il mio volere "Gargamella Merlino , Nerone" , sotto voce farfugliano tra loro: all'alba tutti presenti? Con un veloce passaparola convocano tutti per il gran consiglio per un ora prima del sorgere del sole
Il vecchio stregone barbuto dopo aver bevuto il suo amato vino si distende nel suo vecchio rudere in attesa di una lunga notte , lunga e complessa per una decisione così importante per tutti i membri del gran consiglio . Alle quattro del mattino il vecchio stregone barbuto è già pronto per il gran consiglio ; tutti presenti presso il vecchio rudere per ascoltare il suo volere , Gargamella , Merlino , Nerone , ed una folta di apprendisti stregoni, tutti in cerchio( oltre 60 ) seduti sulle zampe posteriori per udire .
Questa mattina il gran consiglio è convocato in quanto Gargamella con il suo incantesimo non è riuscita nel suo intento ;nessuno può dare colpa alla suo nobile intento … tutti voi dal primo all’ultimo meritate una grande ricompensa per il vostro impegno verso l’essere umano , ognuno di voi è un dono ,regalate sorrisi .
Seduta stante con Visir un puro sangue arabo di color castano chiaro con una bianca striscia centrale sul muso che parte dagli occhi fino al naso, partiremo per Benevento la mia città natia, ( la città delle streghe ) per raccogliere al calar del sole le erbe che solo in quel luogo di antica magia crescono , lascio a voi il compito di distribuire il cibo per tutti ,questo compito è per Merlino e Nerone, io e Gargamella saremo via per tutto il giorno e la notte , faremo rientro domani all’alba ; detto fatto il vecchio stregone monta con un guizzo sul cavallo con Gargamella.
Iniziano il lungo tragitto per raggiungere lo stretto di barba ( ove vi è il famoso noce di Benevento ) ritrovo di streghe e stregoni di ogni regione , passando per cantalupo e Sepino, per l’erba divina , fino ad arrivare a san lupo , per raccogliere petali di pupo ,il viaggio è ancora lungo per la giovane Gargamella , senza dir parola restava sulle spalle del vecchio Maestro , dopo aver attraversato boschi e montagne la povera Gargamella con gioia vede una città bellissima , un grande fiume , con adiacente un parco di antichi ruderi (parco cellarulo) , incuriosita dal posto chiese con timidezza al sul maestro di cosa si trattasse ; il maestro con aria triste e voce bassa disse: mia diletta qui sono nato , in questo luogo c’è ancora la mia vecchia casa come puoi vedere hai bordi del fiume con un albero di pino secolare , qui ho trascorso la mia infanzia, mia diletta ,in riva al fiume , giocando tra questi ruderi , qui un tempo coniavano il vile denaro , le monete sannite , mia diletta oggi c’è solo un parco archeologico abbandonato , ma qui, nelle notte dei tempi si raccoglievano le erbe magiche , solo qui c’è l’erba voglio , faremo una scorta di erbe e partiremo per lo stretto di barba per ritrovare il vecchio noce , ritrovo di streghe e stregoni per ritrovare l’ultimo ingrediente per il mio incantesimo , manca il gran segreto che dia il tocco magico al nostro viaggio .
Raccolta l’erba voglio ripartirono per lo stretto di barba , attraversando il fiume calore ed il sabato raggiunsero il famoso stretto di barba per raccogliere l’ultimo ingrediente ,solo li si può trovare , una sorta di gran elisir di lunga vita , un misto tra un fiore ed una pianta, racchiude tutti i colori del mondo , un vero stupore per la piccola Gargamella .
Il vecchio stregone barbuto , lascia il suo amato cavallo e la sua diletta sotto il noce e si inoltra su un costone roccioso , vi era un piccolo fiore tra mille sassi , il vecchio stregone barbuto sembrava un ragazzino di pochi anni come scalava quella montagna di sassi e massi di una grandezza impressionante , arrivato vicino al piccolo fiore si inchina e inizia la sua cantilena “ sotto l’acqua e sotto il vento sono tornato a Benevento “ così per lungo tempo si sentiva la sua voce intonare strani ritornelli .
La notte era vicina , il vecchio stregone barbuto ritornò con un viso molto più sereno , sembrava essere rinato , un volto di giovane comparve alla vista di Gargamella , poteva avere meno di 30 anni , ma era sempre lui con un folto mantello ed una barba bianca .
Il vecchio stregone era un giovane alto e bello, con un viso angelico , Gargamella con un salto raggiunse la spalla del suo amato maestro per poter ammirare la sua bellezza .
Con un guizzo monta il suo fidato cavallo Visir e con voce stanca il gran maestro si rivolge al suo amico Visir : portami a casa amico mio , sono stanco dopo aver rivisto tutti i miei amati amici ,la mia infanzia , i giochi lunghi il fiume , sono stanco Visir sai la strada di casa , per l’alba saremo al vecchio rudere , pronti per preparare il grande incantesimo .Dopo aver viaggiato fino ad un ora prima dell’alba , giunti al vecchio rudere del maestro , il gran consiglio era li ad aspettarli , con il viso di un ragazzino il gran maestro stupì tutta la grande stirpe ;Gargamella prepara il gran pentolone , inizieremo presto il gran lavoro … prese le erbe magiche il vecchio stregone inizia il suo incantesimo , con lunghi ritornelli intonava il mescolare l’erba voglio , un gran dose di erba divina ed il pentolone bolliva .
"Forza che controllate il tempo e lo spazio,," alleviate la calura di ogni passo, possa il sole diventar tutt'uno con l'abisso , possano le nubi oscurare il cielo la terra , mi è testimone ora e sempre ,possa l’amore insinuarsi nella mente di ogni essere umano trasmesso dalla grande stirpe ."
Che il sol nero esca dalla sua prigione, che ci scaldi col suo calore. Spiriti del bene, esaudite le mie parole esecrabili, perché sono tra le più abili. Erba voglio , petali di pupo , pianta divina e misteriosa che simboleggi la felicità, la grazia e l’amore, io t’invoco umilmente e confido che eserciterai a mio favore i meravigliosi doni che ho ricevuto dalla divinità e che tanto potere esercitarono in questa grande stirpe , l’ultima dinastia di amore e felicità .
Ognuno di loro si moltiplicherà per mille , ognuno di loro entrerà in una casa con il compito di dispensare pace , amore , guarire ogni malanno . Terminato il gran elisir nella notte dei tempi ancora oggi la grande stirpe girovaga per dispensare di casa in casa amore , pace e guarire ogni malanno , di loro vi è traccia in ogni parte del mondo , del vecchio Maestro ancora oggi non vi è traccia , se sia un brigante o solo matto perché giocava a palla con i gatti !
V Campidoglio