Questa poesia l'ho scritta mentre osservavo ammaliata l'opera di Filippo De Pisis intitolata “Il piede Romano” del 1933.
- Nota dell'autore Fedora_1994
Testo: A me stessa di Fedora_1994
“Ho sempre immaginato di trovarmi col cuore e con la mente in luoghi come questo. Immensi spazi, cieli, pronti ad essere colmati a tuo piacimento. Distese verdi che accolgono il tuo vagare incerto, indelebile nel tempo. Immenso”.
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