Contenuti per adulti
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Lungo il cammino rimangono le cicatrici: curate, custodite e amate.
Sì amate, soprattutto quelle invisibili che potrò anche sfiorare col pensiero senza più rabbrividire.
La vita non dura abbastanza per comprenderla completamente e non durerò molto anch’io se il concetto di poesia mi abbandonerà.
Il tempo accelera e incalza il suo battere. Il Sole è al tramonto e gli alberi corrono e scorrono veloci dal finestrino della vita.
Il vento sparge salsedine oltre il suo mare e stasera promette profondità e purezza e io mi chino al crepuscolo.
I suoi orecchini rilucono e, non so come, mi giro e non mi riesce più di vederli, solo sentirli tintinnare. Ho stretto quel momento e immaginato la sua voce, non più alta di un sussurro, all’orecchio:
Appaja le mani davanti ai tuoi occhi.
Ho raccolto le braccia e con loro i miei pensieri.
I suoi capelli incorniciano un gran bel sorriso, mi abbraccia: vuole prendere un po' del mio profumo e stingere sul mio corpo il suo.
E mi abbraccia ancora e ancora e ancora, ruotando e girando e piroettando dentro e fuori le mie braccia, girandosi e strusciando il suo corpo contro il mio, la schiena sulla mia schiena, il suo ventre sulla mia schiena, la sua fronte sulla mia, i suoi baci sulla mia nuca, i suoi morsi sulla mia nuca, le sue mani a tener ferma la mia nuca mentre i miei, di baci, sono tutti per la sua gioja e il suo ventre… il suo ventre che finalmente spinge il suo profumo verso il mio…
e il caldo vibra gelidi colpi che arrivano dritti in gola.
Che buono che è il nostro odore.!
Gli alberi fermano la loro corsa
dal finestrino risorge il Sole e
le cicatrici adesso
non sono altro che
dei kirigami
sulla pelle.