Tensioni sopravvento

scritto da Ninfa_orobica
Scritto 3 mesi fa • Pubblicato 3 mesi fa • Revisionato 3 mesi fa
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Ne era passato di tempo, ma, finalmente, ecco qualche spunto
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Testo: Tensioni sopravvento
di Ninfa_orobica

L'acqua cristallina della piscina rifletteva in superficie l'inizio di una giornata come tante altre, una giornata che, nel suo splendore nordafricano, si traduceva nei riflessi abbaglianti di uno specchio d'acqua perfetto, antropico.
Alex stava trafficando con la sua attrezzatura subacquea da almeno dieci minuti buoni. L'espressione accigliata scrutava la superficie come se fosse la copertina di un libro di filosofia teoretica: l'addestramento che lo attendeva avrebbe richiesto preparazione e nervi saldi. Quella mattina si sentiva particolarmente in forma, ma sapeva che mai nessuna emozione era veramente sotto controllo prima di ogni sessione di allenamento a cui era stato sottoposto. E non vedeva il motivo per cui quella mattina il suo modo di rielaborare le emozioni doveva essere diverso dal solito. Un groppo alla gola gli suscitava un conato di vomito, appena contenuto da profonde respirazioni che aveva appreso in alcune discipline ayurvediche, o almeno in libri che trattavano di tali discipline, poiché non aveva mai effettivamente messo in pratica nessuna di queste se non da autodidatta. 
La gelosia che aveva provato la sera prima, inoltre, non era per lui di particolare aiuto, quella mattina. Durante una telefonata ricevuta da Stefania, aveva notato nei toni della donna qualche risatina di troppo, suscitata da quello che doveva essere il suo interlocutore, il cugino, stando a quanto riportato da Stefania. Il cugino, certo. Non poteva che essere il cugino.
Alex non si aspettava quella telefonata, soprattutto alle ventidue di sera. Eppure, la telefonata era arrivata. Di quindici minuti. Si era chiesto quale diabolico motivo doveva esserci alla base di una telefonata così infinita. Ma il pensiero fuorviante non era destinato a durare a lungo. Nonostante le preoccupazioni, aveva collezionato in breve tempo brevetti su brevetti. Di certo non lo fermava un po' di ansia.
A bordo piscina, una giovane donna dalla costituzione robusta gli andò in contro; la ragazza aveva un aria familiare. Il suo volto era segnato da un'acne giovanile mai del tutto sparita. Le rivolse un saluto cordiale: "Buongiorno Cristina, dimmi." 
"Buongiorno Alex. So che stai aspettando Taher per il training. Dovrebbe arrivare a momenti. Solitamente a quest'ora è già operativo: avrà avuto un'imprevisto. Se così fosse ti avverto. Stefania non ti ha accompagnato, questa mattina?" 
"Stamattina non era in forma. Sai, cose da donne..."
La ragazza abbozzò un sorriso affabile: "Ah, che sfiga! Proprio nel bel mezzo del vostro soggiorno qui a Tiran...Oh, ecco che arriva Taher!" Cristina salutò in inglese l'uomo che stava facendo il suo ingresso a bordo piscina, poi si congedò, salutando Marco e augurandogli un buon "training". 
Alex cominciò a sudare freddo, ma presto mise sotto controllo quella sgradevole sensazione. Ripeteva tra se e se che non era l'ansia a fermarlo.
Taher, l'istruttore che stava attendendo con tanto trasporto. Si scambiarono un rapido saluto e, prima di recarsi nell'ufficio di Taher, chiese ad Alex se avesse già avuto modo di esercitarsi con la nuova configurazione. Senza indugi Alex disse di sì, ostentando troppa convinzione per sembrare davvero convincente. Senza troppi convenevoli, si recarono poi nell'ufficio di Taher dove cominciarono la lezione di teoria.

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Airbus 9874, c

Olga Wasil, seduta alla sua postazione, osservava dall'oblò i primi lembi di terra della costa che iniziava a delinearsi dieci chilometri al di sotto di lei. Si sistemò gli occhiali da sole continuando a scrutare con attenzione gli affluenti del Nilo che si raccoglievano in un unico corso in mezzo all'immensità del deserto.
Pensava e ripensava all'incontro tenuto con il Colonnello due giorni prima. Ne era uscita terrorizzata, ma non poteva permettersi di deluderla. Non questa volta. Avevano individuato il profilo di Soliman all'interno del sito e ora toccava a Wasil. Doveva agire; creare i presupposti per incontrarlo. Sospirò cacciando dalla mente ogni turba mentale. Slacciò le cinture di sicurezza e si diresse ai servizi. Si specchiò. Tolse dal piccolo bagaglio a mano - una borsetta di Hermes, regalo che si era fatta da sé per festeggiare l'ambita assunzione come recluta  - una piccola spazzola per capelli. Si pettinò i lunghi capelli biondi osservando la sua immagine allo specchio. Si rassettò il blazer dal collo di perle. Era piuttosto soddisfatta della sua forma fisica, scolpita da interminabili sessioni di nuoto previsti dalla sessione di allenamento a cui era sottoposta.
Soliman si era creato una doppia vita come istruttore subacqueo e in quei frangenti avrebbe cercato di approcciarsi. Pensò che l'approccio della turista spaesata sarebbe stato perfetto. "Sì, ottima idea" . Si diede un'ultima occhiata, estrasse il mascara e si rifinì il trucco prima di tornare alla sua postazione. Si sedette senza riallacciare le cinture di sicurezza.
Deglutì. Una hostess era di passaggio col carrello delle bibite assortite:
"Desidera qualcosa?"  Wasil chiese alla hostess se gentilmente era possibile avere del succo d'arancia. La donna in divisa dal sorriso affabile le porse un tetrapack da 33 cl arancione. Stappò la confezione, bevve un sorso dal contenuto e sospirò, tornando a guardare dall'oblò quei piccoli rettangoli sparsi nel deserto.  Avevano l'aria di essere accampamenti beduini... o forse militari. 
Non era passato molto tempo dal primo sorso quando Wasil capì che il contenuto del tetrapack era succo d'albicocca e non d'arancia. Ma pensò che all'albicocca era perfino meglio. Terminò in fretta il succo.
Guardò sullo schermo la mappa della traiettoria del volo. Lesse il valore che indicava la temperatura interna e la velocità del veivolo. Leggere certi paramentri per qualche motivo le induceva calma e concentrazione. Poi chiuse gli occhi. Mancavano un paio d'ore all'atterraggio.

Nel frattempo, in qualche zona remota del Sinai del Nord, la stessa mappa visualizzata sul volo di Wasil comparve sullo schermo di una stanza oscura. Un uomo in uniforme, seduto alla scrivania di fronte allo schermo, stampò una stringa cartacea che riportava una serie di cifre in sequenza.
"Il bersaglio atterrerà alle 15 di questo pomeriggio, Signore. Ma arriverà a Sud. Sappiamo che è diretto a Tiran. Chiama chi sai e fissa una riunione tra un'ora. Deve essere messo al corrente di tutto." 
"Comandi."




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