Lenzuolo di carta

scritto da Lontano da qui
Scritto 16 anni fa • Pubblicato 16 anni fa • Revisionato 16 anni fa
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Autore del testo Lontano da qui

Testo: Lenzuolo di carta
di Lontano da qui



Io voglio, anzi no, io esigo che non mi importi niente quello che mi dite. Io esigo di sapere e conoscere affinché voi non possiate tacciarmi di ignoranza. Io esigo di fare e applicare qualsiasi esperimento affinché voi non possiate tacciarmi di poco esperienza e di mancanza di vita. E vivo una vita qualunque fra tutte quelle che avrei potuto vivere affinché non vi possiate accorgere di me. Sono dietro gli alberi, abito in fondo al mio tempo. Ma ho successo e quando non ce l’ho non voglio essere visto. Perciò non guardatemi, non sapetemi, con conoscetemi, non parlatemi. E se proprio dovrete osservarmi, facciate almeno finta di guardare un altro. E stavolta da solo mi chiamo da fuori, mi chiamo da tutti quei sempre ai quali regalo la mia paura. Mi chiamo seduto su tutti quei giorni che non mi interessano e che non mi dicono. Tanto lo so che sono musica ed esisto nell’aria… sono presenza, sono vita, sono il mondo. Eppure ogni domenica mattina è così difficile esistere… sarebbe molto più facile dormire per trecento anni e capire solo al risveglio chi è nato e chi vive. Se proprio vuoi aiutarmi ora, trovami il primo treno per andare via…
Sono inconsapevole… sono un inconsapevole foglio di carta. Non posso sapere come andrà a finire, come a poco a poco andrò a finire io. Ma voglio sapere di meritare adesso, voglio sapere di esistere come avrei da sempre voluto esistere, voglio sapere di conoscermi anche sotto i mille colori di cento bugie. Perché mi scivoli dalle mani, mi scivola dalle mani il senso del tuo starmi vicino, del tuo essere amante, del tuo ascoltarmi. Mi scivola sulle gambe il mio senso d’abbandono… assieme alle costruzioni di vento sotto i piedi mi sento solo, talmente solo che mi manca sempre il respiro quando il silenzio mi copre la faccia. Mi sento solo… io mi sento solo… io sono o forse mi sento… ma io… io mi sento solo. E ce la faccio lo stesso… capisci? Io ce la faccio lo stesso… la stanchezza la sopporto, il dolore mi martella i sensi ma io lo sopporto, e lo so che non ci riusciremo… ma io sopporto… io lo sopporto… e io ce la faccio. E anche se alla fine della giornata, nell’esatto momento in cui scopro il letto dalle lenzuola vorrei strapparmi il corpo di dosso, io ce la faccio… e io sopporto… io ce la faccio… ma asciugami le lacrime quando mi passi accanto. Ma amami sempre quando mi passi accanto. Mi sostengo nella speranza di domani.
Lenzuolo di carta testo di Lontano da qui
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