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Non ti avevo chiesto di amarmi. L'amore era già morto, o forse stava morendo da tempo.
Ti avevo chiesto un angolo di pavimento, un divano, due notti soltanto. Il tempo di respirare, di rialzarmi, di ricominciare.
Non cercavo le tue mani. Cercavo un tetto da qualcuno che, un tempo, chiamavo casa.
E invece ho trovato porte chiuse, parole più fredde del cemento, risate sopra le mie paure, come se chiedere aiuto fosse un delitto.
Fa male. Non perché mi hai detto "no".
Fa male perché, nel momento in cui il mondo mi stava crollando addosso, ho scoperto che non potevo contare nemmeno su chi conosceva ogni mia ferita.
Io ti avrei aperto la porta. Anche dopo le bugie. Anche dopo i tradimenti. Anche dopo tutto.
Perché quando una persona è in guerra con la propria vita, non le chiedi perché è arrivata lì. Le dici soltanto: "Entra."
Quel posto non l'ho trovato.
E allora camminerò da sola. Con la paura nello zaino, le lacrime in tasca, e il cuore pieno di crepe.
Ma un giorno, quando qualcuno mi chiederà aiuto, ricorderò questa notte.
E sceglierò di non diventare il dolore che ho ricevuto.