Perchè le donne mordono

scritto da Norweenna
Scritto 19 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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Testo: Perchè le donne mordono
di Norweenna

Perchè le donne mordono



“Nessuno può essere saggio a stomaco vuoto.”
G. Heliot

…figuriamoci quanto sagge possiamo essere noi donne, indipendentemente dallo stato di pienezza del nostro stomaco, quando si vanno a toccare argomenti come dieta, magrezza, bellezza o moda.

Noi donne siamo l'apoteosi della schizzofrenia, l'elogio del controsenso, la summa maxima della discrepanza fra dire e fare, nonché il bersaglio ideale per ogni tipo stoltezza legata all'immagine ed all’apparire.
C’è da dire che, per par condicio, ultimamente anche i maschietti stanno soccombendo a questa splendida caratteristica femminile, a piena dimostrazione che la demenza è ubiquamente diffusa.
Dal perforare ed ornare parti del corpo che, per natura, dovrebbero essere senza buchi si arriva a stringersi in corsetti di stecche di balena che modificano la cassa toracica esponendo al pericolo di tisi, passando per iniezioni di tossine e bisturi al laser senza dimenticare tatuaggi-mak up permanenti (o quasi) che modificano il viso sollevandoci dal dover passare ore allo specchio cercando di essere “presentabili”, o i dolorosi (quanto poco utili) “strappi” di pelo in varie zone del corpo.
E' inutile elencare cos'hanno fatto o cosa le donne hanno potuto sopportare nel corso della Storia per raggiungere l'Ideale di Bellezza dominante dell’epoca.
Risulta più semplice, e meno oneroso, chiedersi cosa non hanno fatto, nel corso dei secoli, per apparire desiderabili.
Fateci caso, cosa vediamo da piccole?
Una mamma che lotta contro le rughe precoci spalmandosi malta bianca sulla faccia ogni sera, lavandosi con costosissime lozioni profumate, stirandosi con lo Stira-e-ammira della cosmesi.
Madri che prima di uscire di casa si tingono la faccia con fondotinta ultima generazione, che a leggere cosa fa è meglio di una farmacia. Esaltano gli occhi con mascara ultra allungante, eye liner antirughe, ombretto compatto perlato lunga tenuta e matitone iridescente che esalta la luminosità naturale. Imbiaccano le labbra con lipstick, lipgloss, shining gloss, rossetti mat antirughe, matite contorno labbra e fissante per evitare sbavature.
Un'opera di restauro non indifferente (manco la Cappella Sistina ha subito tanti ritocchi) che va eseguita praticamente ogni giorno e che richiede un intervallo di tempo estremamente lungo (ammesso che si voglia un buon risultato) senza contare il tempo che, fra lozioni/latte detergente/struccante specifico per ogni parte del viso, serve per togliere tutta la “malta” spalmata nell’arco della giornata.
E tutto questo per cosa?
Sta qui il bello!!
Per cosa noi donne ci sottoponiamo a sedute di almeno un'ora alla volta per truccarci a regola d'arte, per combattere i primi accenni di rughette, per coprire i capelli bianchi ?
Ma per loro, per gli uomini!
Non crederò mai che una donna si sottoponga a diete punitive, estenuanti sessioni di palestra, massacranti automassaggi snellenti-drenanti-tonificanti, colate di cera calda seguiti da dolorosi strappi secchi, imbiaccatura e colorazione del volo solo per sé stessa.
E lo dicono tutte, eh!
“No, ma scherziiiii?” sbattono le ciglia guardandoti “Lo faccio per meeeeee!” sottolineando quanto loro siano contente di sudare come cavalle da tiro in palestra, rotolarsi nel fango (ma alle alghe, ndr) come scrofe o arrostirsi sotto lampade UVA come oche ripiene.
Siamo serie o, se proprio non ci riusciamo, almeno oneste.
Non ce ne importerebbe tanto della nostra immagine se non ci fossero gli uomini e la perpetua gara “Acchiappa il Pollo”.
Se non ci fosse la terrorizzante sfida “Ora che ce l'hai, tieniti il Pollo”.
Probabilmente non puzzeremmo come una stalla o non diventeremmo sformate come una confezione di stracchino al sole, questo no.
Ma ci limiteremo a una bella pulizia quotidiana, un paio di gocce di profumo fiorito tanto per essere allegre, qualche vestitino grazioso che non ci intristisca e cose del genere.
Certo, ci sono effettivamente delle donne che amano sudare in palestra ma stiamo parlando di donne che amano lo sport (uno o tutti) e che lo praticano per amore, per agonismo, per divertimento e non per eliminare i famigerati cuscinetti di cellulite come il rimanente 99% della popolazione femminile.
E invece ci auto-flagelliamo per ottenere la pelle liscia ed abbronzata anche in gennaio, per avere un ventre piatto anche dopo i cenoni di Capodanno, un seno sodo che sfida la forza di gravità dopo che Newton ha dimostrato che le “mele” cadono, i glutei alti e le cosce tornite di una brasiliana diciottenne anche quando abbiamo superato i quaranta da un pezzo.
Viviamo una vita di sacrificio costante, di fame arretrata, di vizi mai concessi, di autodisciplina monacale per poter sfoggiare un fisico da Gazzella anche quando siamo entrate di gran carriera nell' “Era dell'Ippopotamo” già da qualche decennio.
Cominciamo fin da scriccioli a prepararci per essere delle schizzofreniche alimentari, succubi di creme/lozioni/doccia-schiuma che snelliscono, levigano, piallano, eliminano, estradano, incarcerano il grasso superfluo, i cuscinetti, la pancia, le cosce a materasso ed ogni minimo accenno a quello che, gentilmente, chiamiamo “grasso superfluo”.
Prima di imparare a leggere abbiamo tutta una serie di “eroine” dei cartoni animati che hanno una vita grande quanto una mano. Winx, Seilor Moon, Sirene varie non cambia, sono tutte poppute, vita da vespa e femore ipertrofico che fa sembrare le loro gambe chilometriche.
Quando si comincia a leggere allora in edicola ci aspettano il “Cioè” o i suoi fratelli minori tipo “Top Girl” e simili che ci dimostrano come dovremmo essere, che sbattono mini-playmates dalle tette sviluppate, vita da vespa e gambe lunghissime ancora in erba ma che promettono di diventare le prossime (alla maggior età) Coniglie del Mese di Playboy o le future panterone di Striscia la Notizia e programmi serali che necessitano di tette, culi e cosce per essere interessanti anche al pubblico maschile.
I miei ricordi iniziano in quel periodo che la Psicologia Applicata chiama adolescenza.
Già negli anni ’70 Edwige Fennech & Co avevano preso a calci l’autostima delle donne italiane popolando i sogni, proibiti e non, della popolazione maschile. Non passava camionista che non avesse le bocce della Fennech nell’abitacolo o meccanico che non appendesse il culo della Serena Grandi nell’armadietto ed anche gli uomini più agiati non si facevano scappare i film di queste smaliziate eroine e di maschi sfigati come Alvaro Vitali e Lino Banfi che, diciamocelo, davano agli uomini un delizioso senso di sicurezza sul loro sex-appeal.
Poco male, almeno per me, che in quegli anni più che la TV guardavo estaticamente le bocce granitiche della Barbie e i suoi due chilometri di cosce tornite. Troppo giovane ed innocente per cercare tracce di cellulite sul sedere di Barbie o per preoccuparmi dei peli superflui, sapevo solo che avrei tanto voluto una “vita alla Barbie”: una spider rosa confetto, una piscina viola e fuxia, una casa a 18 piani con giardino, stalle e pascolo alpino, mobili in plastica arcobaleno che sfoggiavano mille e uno toni del rosa in tutto il loro splendore. Volevo poter indossare i vestiti rosa e kitch della Barbie, le scarpe dal tacco vertiginoso che avrebbero minacciato le mie caviglie ad ogni passo e distrutto le cartilagini delle ginocchia.
Volevo una vita fashion & glamour (termini che ancora non si usavano, era semplicemente “bella vita”) come quella di Barbie che girava abbracciata a un vitellone muscoloso, biondo e con gli occhi azzurri di nome Ken, che per mantenere quel tenore di vita doveva essere non solo bello ma anche potenzialmente figlio dei Rotshild.
E poi arrivarono gli anni ’80 e con essi l’adolescenza.
In quegli anni imperversava il mito dello yuppie e le star femminili avevano i capelli cotonati, il trucco pesante di una Drag Queen e vestivano improbabili abitini di pailettes stile pelle di serpente abbinandoli a fantasiosi stivaletti alla caviglia che davano quel delizioso effetto gamba troncata anche su modelle di comprovata altezza ma che, invariabilmente, rendevano le Drive-In Girls simili a Dee ipertrofiche che potevano offuscare anche la luminosità delle bocce della Fennech e il culo della Grandi.
Abbastanza grande, ora, per capire la differenza fra me e loro e per subire gli strali dell’impietosa realtà circa le mie reali aspettative estetiche.
Quando i sogni della prima adolescenza lasciano il posto alla dura disillusione dei sedici anni…
Quando ti rendi conto che sei alta un metro e sessanta e credi che nemmeno un intervento di allungamento del femore potrebbe farti alzare da terra più di così in breve tempo…
Quando guardi la tua pelle butterata dall'acne (che ti hanno più volte assicurato “Passerà quando diventerai signorina” e le tue cose ce le hai da ormai 3 anni)…
Quando sfoggi rotolini di adipe graziosi come piccoli salvagenti…
Quando hai troppo (o troppo poco) seno mentre le tue amiche sfoggiano dei balconi su cui mancano solo i geranei…
Quando inizi le prime vere torture da “donna matura” e strappi la soffice peluria delle gambe, ringhi di dolore per la cera fusa sulla “zona bikini” e sbavi dietro ad un gelato che non puoi mangiare perché sei a dieta…
Ecco, in quei momenti di sconforto, quando hai solo una foglia avvizzita di insalata belga come compagno, e guardi una rivista femminile dove vedi solo pelle liscia, glutei sodi e vitino da vespa, vorresti essere una donna preistorica, grassa e bella, stimata e ammirata per quei rotolini di ciccia che adesso ti esiliano dal gruppo delle Pin Up della Scuola.
Ah, crescendo, si potrebbe dire, le cose cambiano.
Ma no, ma no, non preoccupatevi, le cose non cambiano nemmeno quando si cresce, anzi, peggiorano.
Oh, se peggiorano.
Iniziano a quell'età a circolare i primi giornaletti per adolescenti, all'epoca il Cioè era il più gettonato e aveva dei regalini così inutili ma così belli che facevi la fila davanti all'edicola per accaparrartene una copia.
Già in questi piccoli settimanali potevi trovare ciò che avresti letto da grande alla fermata dell'autobus o, di nascosto, nella sala d'attesa del ginecologo: inutili ciance sui VIP, qualche pettegolezzo succoso, test idiota su amore o amicizia, articoletti mirati sul sesso, la rubrica della posta e pagine e pagine di pubblicità.
Non mancano mai, in quei giornali o negli altri, le Diete Miracolose.
Sono quelle diete che, variando di mese in mese, promettono cali vertiginosi senza fatica eccessiva, senza patire la fame, senza dover rinunciare a quello che ci piace.
Peccato che, dopo aver letto i preamboli, ti trovi a leggere il menù-tipo di un lager: 4 piselli, ½ hamburger magro, 3 foglie di insalata scondita, 5 briciole di pane integrale e succo di frutta senza zucchero.
Con una dieta del genere una si trova in costante stato premestruale!
Già noi donne siamo famose per i nostri sbalzi di umore, spesso legati alle altalene ormonali, ma quando siamo a dieta assomigliamo a dei caimani imbufaliti.
In quei giorni tutto ci sembra appetibile tranne le 3 foglie di lattuga e il ½ hamburger, anche i bulbi rinsecchiti dei tulipani paiono avere un aspetto migliore e molto, molto stuzzicante.
Una donna a dieta equivale a una leonessa ferita: non discutiamo, sbraniamo!
E anche quel briciolo di saggezza che abbiamo conquistato va a farsi benedire perchè, come dice Heliot “Nessuno può essere saggio a stomaco vuoto”
Ed è per questo che le donne sono spesso definite volubili, isteriche, cangianti, emotive e tutti quegli allegri epiteti che gli uomini ci affibbiano per il nostro caratteraccio.
Provatevi a vivere un'intera vita a dieta e poi ditemi se non diventate acidi come limoni acerbi di Sicilia.
Rinunciate a pop corn, dolciumi, insaccati, pizzette e stuzzichini; vivete di gambi di sedano, mele e qualche foglia di insalata; odorate solamente la pelle del pollo arrosto per poi toglierla; sbavate sulla Nutella mentre sgranocchiate barrette ipocaloriche al cioccolato che sanno di cartone.
Ecco perchè le donne sono isteriche, ecco perchè le donne ringhiano, ecco perchè le donne sono idrofobe.
Le gioie culinarie ci sono precluse.
A meno di non vantare un metabolismo pari a quello di un piraña, un essere umano ingrassa; è tarato geneticamente per ingrassare perchè il nostro amato-odiato corpo pensa al futuro, lui.
Già, e ci pensa mettendo quante più riserve può nei punti strategici: pancetta, sederone, cosce e ginocchia.
Alle volte supera sé stesso e ti ingrassano pure le dita dei piedi e passi da un 39 a un 41 dalla mattina alla sera.
Vallo a spiegare tu, al corpo, che viviamo nell'epoca del benessere e che se ho proprio tanta fame scendo al Supermercato e mi sparo un pacchetto di patatine!
Perchè le donne mordono testo di Norweenna
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