Quasi un mese è passato da quando te ne andasti. Quasi un mese dal nostro ultimo bacio sulla tua macchina. Quasi un mese dall'ultima volta che ho potuto sentirti respirare il mio collo. Cerco di tenermi impegnato, di non pensare, ma poi lo sguardo cade inevitabilmente sul braccialetto che hai teneramente creato per me con quelle tue mani di angelo che mi hanno accarezzato dolcemente il volto in questi ultimi mesi. Mi chiedo cosa fai, con chi sei, dove sei. Basterebbe un messaggio, una videochiamata. Già, basterebbe. Ma a me no, non basta. Io vorrei te, in carne e ossa, con me, nel mio letto, abbracciati stretti tanto da farci male. Mi manchi, quanto mi manchi. Tutto sembra scolorito, sbiadito, scurito. Tutto è permeato da un'aria triste e soffocante e questa città sembra così vuota. Cammino su strade deserte, mi sembra di non sentire alcun suono o di non percepire alcun odore. Anzi no, uno lo percepisco; l'odore delle tue mani su questo braccialetto, quell'odore di te che, nonostante tutto, mi sembra ancora di percepire, quell'odore dolce di quella tua pelle morbida che mi piaceva coccolare mentre ti guardavo dormire.
Dovrei essere contento di quello che ho; ho un bel lavoro, un appartamento discretamente carino, ho smesso di fumare da ormai quasi due mesi e non sento il bisogno di una sigaretta ma allo stesso tempo tutto sembra non valere niente. Sono solo, mi sento solo. Questo vuoto che hai lasciato e che potresti colmare con un abbraccio. Questo vuoto che come un vortice mi sbatte e mi soffoca. Questo vuoto che è come un pozzo nero senza fondo.
Con te, non avevo paura. Con te, non mi vergognavo. Con te, tutto era più facile. Ora vuoto, solo e soltanto vuoto.
Mi manchi. Tanto.
Ti bacio.
A.
Sempre più vuoto testo di Andrew