Malato

scritto da Kalshy Key
Scritto 24 ore fa • Pubblicato 22 ore fa • Revisionato 22 ore fa
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Testo: Malato
di Kalshy Key

Era un pomeriggio di fine luglio. Era domenica, il sole splendeva.

Era proprio una bella giornata d'estate, non faceva nemmeno troppo caldo.

La piccola Luna di nemmeno quattro anni, era appena tornata da una gita con la sua mamma e il suo nonnino.

La sua famiglia era riunita a tavola, c'erano tutti. C'era perfino la sua adorata zia Nene che mangiava vicino a lei.

Mancava solo il più grande dei suoi zii, Lorenzo.

Luna era felice, esuberante, spensierata... Stanca.

La giornata fino ad allora era stata magnifica, aveva perfino assistito ad una perfomance della sua mamma con un artista di strada. Ma era stata intensa e l'irrequietezza saliva.

Nonno Dario era spento, arrabbiato con Luca, lo zio più giovane della bambina.

Iniziò una vivacemente placida discussione.

Lo zio Luca non stava bene. Da molte settimane ormai. E quando lo zio Luca non stava bene diventava nervoso, aggressivo, cattivo... Pericoloso.

Dario e Luca si risposero a tono, buttando sempre più benzina sul fuoco di quella, oramai, lite.

Zia Nene voleva ristabilire la pace. Zia Nene voleva solo quello.

Ad un sonoro "Basta Luca!", l'inferno salì in quella stanza.

Luca tuonò. Luca sbatté violentemente un piatto sulla tavola. Luca si alzò, Luca corse verso Irene scaraventando a terra due sedie. Luca arrivò a un millimetro da Irene: gli occhi fuori dalle orbite, una ferocia così primitiva che si percepiva.

Uscì dalla stanza.

L'adrenalina sì consumò come una sigaretta di bassa qualità che viene spenta di botto.

La zia Nene era pietrificata nella sorpresa, nell'impreparazione, nel conoscere che suo fratello era dominato da un mostro. Una bestia che aveva avuto la meglio.

La nonna Cinzia era affranta e disperata, esausta di vedere quello che era un film dell'orrore, costretta a riguardare per l'ennesima volta.

Il nonno Dario era sconsolato, confuso, dibattuto tra il suo orgoglio e il suo immenso dispiacere.

Luna era troppo piccola per contenere tutte le emozioni che provava in quel momento e i suoi meravigliosi occhi bruni zampillavano inorriditi.

Mamma Anna la prese con sé, in braccio, e con una decisione inspiegabilmente ragionata, la portò assieme al nonno a fare la seconda gita della giornata.

Luna non si meritava nulla di ciò che accadde durante quel maledetto pranzo. Era troppo indifesa e innocente ma purtroppo non era così piccola da non capire. Soprattutto da non ricordare.

Questa è la malattia mentale di Luca, lo zio di Luna, mia figlia.

Malato testo di Kalshy Key
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