Dietro un vetro, pallida, occhi grandi a riflettere un firmamento di paure mai dette, drappi chiari, rigurgiti delle tue vesti fiorite.
A te arriva il mio sguardo, rompe i cocci, squarcia il velo. Ma l’urlo della mia coscienza e del mio fiato vorticoso rimbalza su frasi mai dette da alcun viandante su perigliose vie sassose.
Le tue orecchie sorde gelano il calore di fuochi ormai soffocati dalla cenere del tempo.
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