La mente era affollata da milioni di dubbi e pensieri che tentavano di fluire uno per volta dalle sue rosse labbra, ma erano troppi. Si accalcavano uno sull’altro, spingendo e intrufolandosi uscendo così solo in parte o uno dopo l’altro, per questo l’amica all’altro capo del telefono non capiva. Tentava inutilmente di riordinare tutte quelle perplessità, ma queste uscivano incontrollate e lei era incapace di fermarsi. Passeggiava ansiosamente aventi e indietro, giocando con le proprie dita. Si trovava proprio fuori dal posto di lavoro, sul marciapiede nel tentativo inutile di fermarsi respirando un po’ d’aria fresca della sera. Ad un tratto guardo l’orologio al suo polso, era tardi, tremendamente tardi. Aveva sprecato troppo tempo attaccata a quell’inutile aggeggio elettronico, così si apprestava a chiudere la chiamata. Le luci di un’auto la illuminavano, s’intensificavano velocemente, ora la accecavano. Notò che la macchina sbandava ma era in costante accelerazione. Nonostante l’auto le venisse incontro, lei restava ferma, immobile, fissava le luci quasi ipnotizzata, le gambe non si muovevano ma nessuna fibra de suo corpo tremava, quasi stesse aspettando la sua fine. La voce le moriva in gola e l’amica preoccupata le chiedeva con tono sempre più allarmato, cosa stesse facendo ma non riceveva risposta, si mise a strillarle contro ma sentiva solo mugolii soffocati. Ella immobile attendeva. L’auto era a pochi metri da lei, sentiva il sospiro gelido della morte, la sua presenza, il suo tocco quasi rassicurante sulla spalla, ma la macchina sterzò improvvisamente, deviando dalla donna e schiantandosi contro un muro.
« Non oggi, non per te » sussurrò qualcosa al suo orecchio.
destino testo di Un sorriso ed una lacrima