Il giardino di Viola - 7) Ritorno alla vita

scritto da OmbraFelina
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Il giardino di Viola è un pretesto narrativo per esplorare il mondo. Una storia sullo sfondo, e in primo piano le domande, i dubbi e le opinioni sulla vita di tutti i giorni. Questo è l'ultimo capitolo.
- Nota dell'autore OmbraFelina

Testo: Il giardino di Viola - 7) Ritorno alla vita
di OmbraFelina

Viola si sentiva finalmente "leggera".

Durante tutto il suo lungo percorso di rinascita aveva imparato tante cose su se stessa e sulla vita.

Aveva appreso il concetto di "impermanenza", tanto caro alla cultura buddista e che alla fine è l'essenza della vita stessa: tutto cambia, sempre e inesorabilmente. Il dolore arriva e se ne va. Le cose belle accadono e poi svaniscono. Gli esseri viventi nascono e poi muoiono. Il presente diventa passato, il futuro si fa presente. È una verità ineluttabile, e non si può fare altro che accettarla per quello che è.

Compreso questo, il passo successivo era stato accettare la necessità del distacco, del non attaccamento. Poiché tutto muta nel tempo, non ha alcun senso rimanere ottusamente legati a qualcosa che non è o non c'è più. Come un fiume la vita scorre, e noi siamo in mezzo a quel fiume: possiamo decidere di lasciarci trasportare e goderci il viaggio, oppure possiamo opporre resistenza, credendo di poter esercitare un qualche controllo e sprecando inutilmente le nostre energie.

Si dice che il tempo guarisca: in parte è vero, ma solo se non si oppone resistenza al fluire degli eventi e si impara ad attraversarli con consapevolezza. E questo era ciò che aveva fatto Viola: aveva preso il suo dolore, lo aveva attraversato e compreso appieno, e poi l'aveva lasciato andare, perché il passato era passato e lei aveva solo il presente da vivere e un futuro da costruire.

Aveva anche creato nuove abitudini di vita, più in linea con quello che stava diventando.
Aveva riordinato e semplificato tutto, sia dentro che fuori: aveva buttato o donato oggetti che non la rappresentavano più, lasciato andare impegni e persone che le sottraevano energia, organizzato le giornate lasciando degli spazi vuoti tra un'attività e l'altra.
Aveva realizzato alcuni desideri di gioventù per poi lasciarli andare, perché non li sentiva più in sintonia con ciò che era diventata.
Aveva imparato a dedicare del tempo a se stessa e al riposo, senza sentirsi in colpa.
Aveva smesso di lamentarsi inutilmente, di giudicare e di rispondere alle provocazioni.
Cercava, per quanto possibile, di vivere le giornate lentamente e consapevolmente, prestando attenzione a ciò che le succedeva intorno e dentro di lei.

Era consapevole che la vita l'avrebbe, presto o tardi, messa di fronte a nuove gioie e nuovi dolori. È quello che la vita fa con ognuno di noi.
Ma ora Viola aveva gli "strumenti" per capire come attraversare ciò che sarebbe arrivato.

Intanto si godeva il cammino e la realizzazione del suo progetto: avrebbe comprato una casa in montagna e avrebbe fatto del suo giardino un luogo di ritrovo per le anime sole, persone e animali di cui lei avrebbe potuto prendersi cura con tutta se stessa.

Il giardino di Viola - 7) Ritorno alla vita testo di OmbraFelina
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