“Hai freddo?”.
Anne è seduta sulla sabbia umida della notte e si abbraccia le gambe. Indossa gli slip del costume e la mia camicia bianca in lino. Una molletta le tiene i capelli ancora umidi dall’ultimo bagno.
“Un po’”, dice, continuando a scrutare l’orizzonte, “ma va bene”.
Le luci di uno stabilimento in lontananza le delineano i contorni e mi ritrovo a fissarla.
“Che c’è?”, chiede.
“Niente. È tutto perfetto così”.