Avevamo appena finito di fare all’amore, stavamo sdraiati sul letto. La serotonina ci correva in circolo a tutta forza.
Lei stava sul mio petto, la sentivo respirare col naso mentre si godeva il momento, io fumavo mentre annegavo in un oceano di pensieri.
Lei si alzò e cominciò a fissarmi, io non ci badai.
- Credi in Dio?- mi fece,
- Non lo so- risposi,
- E nel matrimonio?-
- In quello proprio no, ma non preoccuparti: se tutto va bene, fra qualche anno ti sposerò lo stesso-
- Mi sposeresti solo perché sono io a crederci?-
- Beh si, per te lo sforzo potrei farlo-
Riabbassò di nuovo la testa, sembrò offesa, di sicuro si sentì presa in giro, ma io fui sincero, giuro che è la verità.
La verità…
Anzi no: la ve-ri-tà (fa più beat).
La verità non sempre fa felici le persone.
Rialzò di nuovo la testa, non voleva smettere di capire, come io non volevo smettere di fumare: prima o poi qualcuno dei due si sarebbe fatto male.
- Che ti succede?- mi incalzò,
- Succede che sono confuso. La religione è come il comunismo, l’anarchia: è un’ideale. Però d’altra parte ti dicono che non devi essere un idealista. Allora sei costretto a sentire o a raccontare bugie, ad usare parole come pace, libertà giustizia, dio, santi e madonne per fregare il prossimo prima che egli freghi te. Tutto mi sembra piatto, già visto o sentito, tutti sembrano camaleonti, tutto mi sembra nascondere un tranello da qualche parte. Uno allora potrebbe dire: “che campo a fare? Meglio se m’ammazzo” e pure questo è sbagliato. A parte il fatto che è un gesto di autocommiserazione ( e non va bene), non sai poi quello che c’è dopo. È l’incertezza che mantiene in vita la gente, altro che amore per la vita stessa! È un po’ come quando giochi a Teresina e vedi il mezzo punto dell’avversario, sta a te decidere di scoprire l’ultima carta oppure di ritirarti. Magari è tutta una pippa mentale ideata da chi sa chi per far soldi. Non capisco se c’è davvero qualcosa di soprannaturale o se viviamo solo perché il nostro cuore batte.-
- E allora?- rifece lei,
- Allora vado avanti, parto da una mia idea e lascio che la vita mi modelli con le sue vicende, comportandomi di conseguenza-
Ci fu un attimo di silenzio. Abbassò lo sguardo, parve soddisfatta. Io ripresi a perdermi nel vuoto.
- E qual è la tua idea?- mi riportò di nuovo in superficie.
- Beh credo che gente come Bukowski non tornerà mai più a nascere-
Lei cambiò di nuovo espressione, appoggiò la testa sul mio petto e tornò a sonnecchiare.
BUKOWSKI NON NASCERA' MAI PIU' testo di ciommo82