Cari detestati poeti

scritto da Damon Carnaby
Scritto 23 ore fa • Pubblicato 12 ore fa • Revisionato 10 ore fa
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Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti non è puramente casuale. Quindi sì. Parlo di voi.
- Nota dell'autore Damon Carnaby

Testo: Cari detestati poeti
di Damon Carnaby

Eccomi
davanti alla mia tastiera.

Dovrei iniziare a scrivere.

Prima, ovviamente,
indosso la mia giacca
con le toppe.

Ora sì
che sono al livello
dei miei amati poeti.
E non sono neanche
dovuto scendere
così in basso.

Per adesso...

Tuttavia,
le mie critiche,
le mie recensioni,
sono il loro incubo.

Ironico,
per chi scrive solo di sogni
o di cuori
che continuano a sanguinare.

Che sciocco sono!

Io pensavo
che il cuore,
appunto,
pompasse sangue.
La curiosa anatomia
dei poeti.

Strano
vederli ancora in vita!

Da anni
mi torturo a leggere
le loro metafore
dallo sbadiglio facile,
dove il mare parla
con la sua voce di onde.

Chissà...

magari era qualcuno
che chiedeva aiuto.
Quante persone
hanno lasciato annegare!

E poi

lui che si perde
nei suoi occhi.
Forse è il caso
di procurargli una mappa
o almeno una semplice bussola.

«La passione
che mi brucia.»
Un'altra piromane in giro.

Oppure il poeta
che vorrebbe provocare
e punta l'indice
verso la preda,
peccato che il proprio dito
non abbia neanche
un'impronta digitale!

Il mio lavoro,

la mia missione,

si riduce a questo:

leggere,

rileggere

poesie pulite,

senza il fango
delle orme
sui pavimenti puliti.

Mentre loro,
con quei mocassini
vissuti,
non lasciano tracce
quando camminano,
con quegli orrendi foulard
che svolazzano
in maniera sgraziata,
come bandiere sovrappeso.

Tu guarda...

ho scritto
un'ottima metafora.

Me ne compiaccio!

Non come loro,
finti modesti,
abili nel camuffare
il loro narcisismo
in parole di circostanza.

Tanto
a loro basta scrivere
AMORE
per avere elogi.

Un sostantivo

usato così tante volte

che tutti i poeti
dovrebbero pagare
i diritti d'autore!

Sono sfinito.

Il mio fiato è corto,
come una candela accesa
dimenticata
in una soffitta.

Le mie dita,
che battono sui tasti,
si consumano
come il pane
che danza su una grattugia.

Un'altra metafora
ben scritta.

Non ho neanche
usato l'intelligenza artificiale!

Questa è arte!

Questa è poesia!

Scriverò
la mia prima
critica positiva.

Me la merito!

Cari detestati poeti testo di Damon Carnaby
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