C’è un pescatore che tesse e che prega, ha le mani stanche e sul braccio una rete, a cucire gli squarci con la preghiera c’è da restare una notte intera. C’è un pescatore senza speranze vorrebbe tanto calar le reti ma non è ora, segue paziente il gioco strano di ago e seta. C’è un pescatore che prega e che spera vorrebbe uscire con la sua barca ma il cielo è cupo e il mare mosso, salpare adesso sarebbe solo una condanna. C’è un pescatore che spera e piange, andare in mare è proprio folle quando capisci che non c’è ritorno. Resta a cucire quei buchi neri come le bocche degli avvoltoi. Quel pescatore adesso ride, finito ha pure di rammendare, in cielo è apparsa la prima stella, dopo di quella ancora cento. C’è un pescatore che dorme e che spera domani è un giorno da ricordare, ha gli occhi chiusi e mentre prega vira un angelo e butta l’ancora.
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