Mi accorsi che molti dei miei pensieri, parole, opere e omissioni non erano solo miei, davvero miei.
È ironico come perfino nell'errare umano non ci sia originalità. Par di vivere in un mondo che replica all'infinito le sue azioni, in un mondo dove i più restano, ignari, connessi sempre agli stessi schemi. Anche il pensiero più genuino potrebbe non essere realmente spontaneo, ma inconsciamente indotto dalle influenze sottili che ci circondano.
Non sei solo, mai.
Eppure, quando in un momento di riflessione hai modo di pensare a te stesso, improvvisamente ti senti spaesato, fuori orbita. Come se, invece, fossi solo, completamente solo. È il tuo io che ti rinnega e chiede di te: vuole conoscerti. Non ignorarlo come fanno i più, non soffocarlo. Dagli parola e ascoltalo. Sarà come respirare una prima volta.
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