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Nel buio di quei fossi
sfuma la nebbia agli irti colli,
frammentati nell'animo come gli ossi:
siam stati dei folli!
Pensare che accorsi i soccorsi
dalle ceneri saremmo risorti,
rimaniamo sepolti
consci dei nostri rimorsi.
Nel buio di quei fossi,
è da lì che scorsi
la brevità dei miei giorni,
l'animo pieno di ricordi
degli anni trascorsi
e gli errori poco ortodossi.
Il grillo parlante di urlare non smette,
il rosso colora il paesaggio campestre,
gli occhi socchiusi guardando le stelle,
l'odore di fuochi d'artificio come alle feste,
il suono di una sirena latente che attira a sé
come Leucosia, Ligea e Partenope.
Nel buio di quei fossi,
i fari puntano lontano, a nuovi orizzonti:
chissà se saremo pronti.
La carrozza e i cavalli marciscono a terra,
respiri affannati, ad intermittenza,
segnalano la nostra fugace presenza
che il silenzio, tacito assenso, poi spezza.
La vita ci lascia, un brivido sul parabrezza:
mentre si dissolve la nebbia,
spiriamo con un soffio di brezza
come Cristo sulla Croce eterna.