Abbandono d'estate

scritto da Eudaimon
Scritto 4 mesi fa • Pubblicato 8 ore fa • Revisionato 8 ore fa
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Autore del testo Eudaimon

Testo: Abbandono d'estate
di Eudaimon

Il tramonto roventa i muri di campagna

e arrostisce le spighe traboccanti di mais,

sono in macchina con un filo di vento sul viso sudato,

a chi importa del mio ritorno?

Cibi su tavole di stanchi lavoratori rumeni,

come sarebbe stata la campagna felice?

Conigli liberi e un padre che abbraccia.

A chi importa del mio ritorno?

Quattro ore di viaggio quattro mezzi e quattro soldi 

per tornare là dove è diverso da qui.

O mamma vienimi a prendere,

qua tutto è diverso da casa.

Avevamo anche noi salici piangenti,

tre in tutto tra dietro e davanti

Tranciati alla base, erano morti malati.

Anche noi?

Da giorni fremevo all'idea di venire qua:

amici d'amici, vini profumati, anguria e pomodori,

cosa c'è di meglio?

Ma un paradiso smette di essere un paradiso

quando diventa una prigione.

Era quel tavolo la mia prigione?

O le occhiaie insonni rigonfie di lavoro?

Cosa cercavo tra quei volti non noti?

Quello che si cerca sempre dietro nicchie di tempo:

l'amore l'amore sempre l'amore,

ma l'amore non c'è mai

Abbandono d'estate testo di Eudaimon
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