Perversa¹ il cielo,
il divo cielo, su codeste macchie
fremebonde, sfruscianti,
e piange al vento
che sbuffa, poi sbufera,
e ansima. Tu ansi ma
le lacrime che versi
si confondono alle altre,
quelle grondanti, ed anco
riversi. Tutto,
o infelice, ti è avverso,
perfin qui sotto le tremule fronde,
ché piove, e il volto geme.
Ma d’esti fleti² aspersa
alla pupilla mi spandi in bisbiglio:
«L’uomo di male è il figlio,
la vita ha persa.»
Eppur rimani.
Esci, fatti rorare³.
A che ti giova stare?
Ti attende la tempesta,
ti aspetta nel suo amplesso.
Or volgi in alto e gridi:
«Perverso, il cielo!»
No, tu, sei tu
perversa, non il cielo.
¹Imperversa.
²pianti.
³bagnare.