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Non so attrarre su di un palco
incenso e sguardi di signore,
vendendomi in teatro come attore.
Non so fingere poesie,
per affascinar lettrice
e neppure nasco abile scrittore
parole, gesti, sguardi
eccoli i miei versi
non scritti, non cantati
incapace di esibire,
avvezzo a tener dentro,
però aperto, il cuore
l’esser me stesso
mi figuravo, oh presunzione,
ragione sufficiente del tuo amore.
ma non il tuo prescelto, anzi ripiego
cieco e fedele, oh illusione,
volevo te felice e non mio ego
non hai creduto in me,
piume di vecchio pavone ti han stregato
complice di te fu il furbo artista
ché forte e bello io accanto ero scontato
colpevole, lo so, non son mai cambiato
ancora e sempre quel che un di’ volesti amato
tradisti infine tu, non il corpo, forse?
ma il patto, il nostro adorato frutto
e tutto il mio tempo, ormai inutili rincorse.
Ora tuo castigo, del mio dolore
assai peggiore, sarà il mio perdono?
no, merito amore.