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Vedrai prati lontani
come azzuri cangiano
negli occhi tuoi ,
E multiformi palpiti,
consapevoli,
Di chi è guscio che schiude
Celi vite,
Da ragnatele incastrate
ma deboli ,
Col tuo andar
di fuoco t'ardi e liberi,
Da ciò che al senso -
furtivo -
è nel fuggire.
Caleidoscopici affetti,
Condensati e rifratti
Come stelle s'aggregano
D'un richiamo cosmico
E ti lascio li,
Tra i miei rami più alti,
aperti e terreni.
Vergine spezzi
quegli archetipi sacri,
sublimante ascia
Intuizione
Vedrai prati lontani,
Ch 'or son mari azzurri,
E da essi brulica sommersa vita
L'accompagna a riva
Sua dolce ambasciatrice
Marea
Oh Spirito sacro,
viandante sporco di sangue e freddo
Le tue mani, come mantra
Suonator d'organetto
Cantan della carne,
indurita ma gentile
Cantan D'un inverno
E del suo patir mortale.
E di Brezza e di primavera...
Ch'or t'accarezza il viso
Onde Mite,
si scioglie il dolor
D'un ruscello al debol sole
D'un canto di castigo
Di languido penar
Di te e me
Intriso