L'ironia del destino

scritto da Bartebloom
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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Autore del testo Bartebloom

Testo: L'ironia del destino
di Bartebloom

La giornata era appena iniziata, e se é vero che il buon giorno si vede dal mattino, quello, sarebbe stato un giorno come tanti altri, forse con un po piu di ansia ed angoscia. Tutti quanti nella mia situazione l'avrebbero chiamata semplicemente nostalgia, ma come si fa a parlare di "semplice nostalgia" quando stai per lasciare tutto e catapultarti verso l'ignoto, in un mondo che non hai mai capito fino in fondo, verso un destino che probabilmente non capirai mai se ti appartiene veramente? Per non parlare del fatto che stavo per attraversare per la milionesima volta quella strada e quei corridoi di quella scuola che per i passati cunque anni era stata la mia culla e la mia prigione. No, per me si trattava decisamente di ansia e tanta angoscia! Salivo le scale in modo quasi apatico, tra pensieri cacciati via a forza dalla mia mente e mezzi sorrisi dispensati in giro per evitare di sembrare scortese. Mentre stavo per entrare indugio allo squillare del telefono, faccio subito per spegnerlo quando leggo il suo nome. Chiudo e riapro gli occhi, ed ė ancora lí, al centro dello schermo, quel nome che ormai ero abituata ad ignorare anche tra i miei pensieri. Ecco, quello non sarebbe stato affatto un buon giorno, quanto meno non lo sarebbe stato per la mia integrità mentale. Rispondo non appena realizzo che il telefono stava continuando a squillare..
-Pronto
-Lisabeth
-Jhonas
...
La sua voce mi fa l'effetto che mi ha sempre fatto, torno indietro di settimane mesi anni, ed é come se tutto quel tempo non si fosse mai messo tra me e lui. Come se le nostre vite fossero da sempre legate ad un unico filo che continuava a strecciarsi ed intrecciarsi fuori dal nostro controllo.
...
-Come stai?
-Mm bene, cioé, si, oddio, sorpresa ma.. bene.
-Sorpresa? perché?
-Non capita spesso di leggere il tuo nome sul displey.. concedimi qualche attimo di stupore
-Già.. bhe, credo di poterteli concedere per questa volta
-Diciamo piuttosto che é il minimo che tu possa fare
-Ma smettila!!!! Non cambi mai tu
-Ha parlato il latitante!!!
...
...
-Mi sei mancata
-Già.. ... Ma dimmi di te!!! come stai?
-Non lo so veramente
-Insomma sembra che non ci sia modo che tu stia bene
-Domani parto
-Ah..
...
La voce mi si strozza quasi in gola. Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato questo momento, d'altronde stavo per partire anch'io, e in fondo le cose non sarebbero cambiate poi cosí tanto, non lo vedevo prima e avrei continuato a non vederlo adesso. Avrei dovuto aspettarmelo, sarei dovuta essere pronta.. eppure non era cosí. Rimango lí, ferma avanti la porta, perché sapevo cosa voleva dire quella telefonata, sapevo che era una sorta di addio, l'insieme dei saluti mancati, ciò che tanto aspettavo e che tanto avrei evitato.
...
-Tutto bene?
-Si, certo..
-Bene..
-Bene..
...
-Il grande giorno é arrivato, non vedevi l'ora di lasciarti il passato alle spalle
-Si, sembra di si
-Sei felice?
-Ė complicato..
-Vedrai che non sarà complicato, ti troverai bene a Milano e nel giro di qualche mese la città sarà ai tuoi piedi.. quanto meno lo saranno tutte le donne milanesi!!
-É proprio vero.. non cambi mai!!
-Bhé, lo dici come se fosse un male
-Ma zitta!!
...
-Sai benissimo che non lo é
...
-Sai benissimo cosa penso
...
-Lisabeth
-Cosa pensi?
-Lo sai
...
...
...
-Non cambiare mai. Per nessuno.
-Jhonas
-Si?
-Io credo in te!
-lo so ................ dopo tutto é proprio questo che ho sempre odiato di te
Ho appena ricominciato a respirare.
Avevo avuto l'impressione di aver trattenuto il fiato per tutto quel tempo, ma in quel momento sapevo che neanche lui era cambiato, e che il nostro rapporto, nonostante tutto era esattamente quello della prima volta che ci siamo incontrati. Ci portevamo avanti quel modo di parlare e quel tono di voce che solo noi capiamo, quell'intesa di sguardi e sospiri estranei al mondo intero. Eravamo esattamente quei ragazzini di una volta che con ironia e sarcasmo affrontavano i problemi piú importanti della vita finendo, peró, col confendere la finzione dalla verità.
-Si magari un altro giorno parleremo anche delle cose che io odio di te, ne ho quante ne vuoi!!
-Di questo non ne avevo dubbi infatti!!
-Che vittima
-Sono realista
-Ma smettilaa, idiota
-Hai ragione.. infatti tu non puoi non amarmi
-Già.. sei il mio grande amore proibito, sono condannata a volerti bene.
...
-Ognuno ha la sua croce d'altronde
-Proprio non ce la fai ad essere dolce vero?
-Non vorrei abituarti male
...
...
-Ti voglio bene
-Lo so... forse
-Che significa forse?
-Non lo so
-Lisabeth!!!
-Jhonas.. non voglio litigare
-Sei tu che continui a dubitare di me
-Non é vero.. io.. é complicato..
-No, non lo é!! Non é complicato Lisabeth!
... ...
-Ti credo
-Non ho bisogno che tu mi creda, ho bisogno che tu ti fida
-Mi fido.
-Ok
-Ok
...
-Tu ti fidi?
-Non ho motivo per non farlo
........
-Jhonas
-Si?
-É un addio questo?
-Non lo so
...
...
-Ti voglio bene
...
...
...
-Io ci saró
-Anch'io
...
...
... ....
Ed é cosí che finí la nostra ultima, forse unica, telefonata. Il cuore probabilmente aveva del tutto cessato di battermi per i successivi cinque secondi, per poi riprendere all'impazzata quasi come se volesse uscirmi dal petto. Quella sensazione di vuoto e soffocamento che ho provato subito dopo me la portai avanti per parecchio tempo..
e tutt'ora, pensando a lui, non posso di certo dire che mi abbia abbandonata del tutto. Volete sapere se quello era effettivamente un addio? Lo era. E allora lo sapevamo entrambi, é questo il dolore piú grande.
Non ho mai saputo, e probabilmente mai sapró, quale fosse il giusto nome da dare a quella... "cosa" che c'era tra noi, ma il mio, forse, era veramente amore, o qualcosa che ci andasse molto vicino.. e lui.. bhé.. lui, é stata la croce piú bella che abbia mai avuto!!
L'ironia del destino testo di Bartebloom
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